Religione

In Armenia, la religione si basa su una fede molto sentita e praticata!
Circa il 95% della popolazione appartiene alla Chiesa Apostolica Armena, che professa un Cristianesimo monofisita orientale (non-calcedoniano). È fortemente conservatrice e intensamente ritualistica, per questo affine a quella Copta, Ortodossa/Siriaca e Ortodossa/Georgiana. Esistono piccole minoranze di Protestanti/Evangelici, di Cattolici – che fanno riferimento alla Chiesa armeno-cattolica e di praticanti di arcaici culti tradizionali. Pochissimi sono gli Islamici.

L’origine della Chiesa Apostolica Armena, e quindi della religione cristiana del popolo, risale all’evangelizzazione apostolica. Secondo la tradizione, i fondatori furono gli apostoli Taddeo e Bartolomeo. Anche l’apostolo Tommaso, prima di partire par l’India sembra che abbia consacrato, con la sacra “unzione”, alcuni vescovi là dove ora sorge la basilica del villaggio di Odzun (che in lingua armena significa “unto”).

L‘Armenia è stata la prima “nazione di religione cristiana”: nel 301 il re Tiridate III (261 ca. – 317 ca.) proclamò il cristianesimo religione ufficiale di stato, differenziandosi in tal modo dai Persiani, suoi potenti vicini, di fede zoroastriana, dai Romani, ancora pagani e contribuendo a minare dalle fondamenta l’impero bizantino.
La conversione del re era stata favorita da San Gregorio l’Illuminatore (257 ca. – 325 ca.), detto Lusavoric, per il fatto che unì due liturgie: quelle di San Giovanni Crisostomo e di San Giacomo il Giusto. San Gregorio per lungo tempo fu perseguitato da Tiridate e passò circa 15 anni in prigione, in un’angusta cella sotterranea che ora si trova nel monastero di Khor Virap, nella città di Artashat, antica capitale Armena.

Oggi il rito armeno – la religione cristiana degli Armeni – costituisce uno dei cinque principali riti delle Chiese antiche orientali. Il Patriarca armeno/cattolico riunisce sotto la sua autorità tutti gli Armeni cattolici d’Oriente e della diaspora: fanno parte di questa Chiesa la congregazione dei Mkhitaristi, nelle due diramazioni dell’isola di S. Lazzaro, a Venezia (fondata nel 1717) e di Vienna (fondata nel 1800); nonché le monache dell’Immacolata Concezione, con sede a Roma.