Storia

La storia dell’Armenia e del suo popolo si può dire che affonda le radici agli albori del tempo. Al momento, cioè, in cui Noè pose piede fuori dall’arca, arenata dopo il diluvio sui contrafforti del Monte Ararat. Tale storia considera, perciò, una lunga teoria di alterne vicende millenarie. Durante il loro corso, Paese e Popolo raggiunsero talvolta invidiabili fulgori, altre subirono pesanti dominazioni.

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Noè scende dall’Ararat

Dopo il disfacimento dei potenti Urartu – complici i romani (avevano sconfitto a Magnesia Antioco III) – iniziò la dinastia degli Artassidi. Sotto il regno di Tigran II detto il Grande (95/55 a.C.) l’Armenia raggiunse il massimo splendore. Divenne uno fra i più potenti domini al mondo. Il suo territorio si estendeva dal Mar Caspio al Mar Nero e alla Turchia, fino alla Cilicia ed alla Siria.

Nel corso dei secoli e della storia, perciò, il territorio armeno è sempre stato di fondamentale importanza per il controllo delle vie di comunicazione tra Oriente ed Occidente ed il suo possesso fu a lungo conteso dalle maggiori potenze militari.

È per questo che l’Armenia ha subito innumerevoli e reiterate invasioni. È stata oggetto di continue egemonie da parte di popoli stranieri. Fu occupata da Greci, Romani, Persiani, Bizantini, Mongoli, Arabi, Turchi Ottomani e Russi.

Dal XVI secolo sino alla grande guerra, il territorio Armeno fu controllato dal più brutale degli invasori, i Turchi Ottomani. Gli Armeni furono costretti a subire le disparità più ignobili, la persecuzione religiosa, gravi imposizioni fiscali e finanche attacchi armati. In replica alla loro reazione nazionalistica, i Turchi massacrarono migliaia di Armeni tra il 1894 e il 1915. Un numero compreso tra seicentomila e un milione e mezzo di Armeni, furono intenzionalmente ed efferatamente “eliminati”. Si trattò di una vera e propria “pianificazione di morte”. Gli Armeni aspettano che tale scempio, tale affronto alla storia, venga almeno “riconosciuto” dalla Comunità internazionale.

Alla fine della guerra, nel 1918 venne fondata la Repubblica Indipendente d’Armenia. Ebbe vita breve, poiché nel 1920 il territorio fu occupato dall’Armata Rossa. Nel 1922, insieme alla Georgia e all’Azerbaijan fu proclamata la Repubblica Socialista Sovietica Transcaucasica, che divenne parte dell’URSS.

Il resto è storia recente. Con il crollo dell’Unione Sovietica – il 21 settembre del 1991 – l’Armenia ha affermato la propria indipendenza. Subito dopo ha combattuto e vinto, contro l’Azerbaijan, la guerra per il controllo dell’Artsakh (Nagorno-Karabagh).

Nel corso della sua lunga ed intricata storia – piena di sofferenza, dovuta alle tante dominazioni che si sono succedute sul suo dolce territorio, per via della sua cruciale posizione strategica – l’Armenia ha sopportato una dolorosa diaspora che ha dato vita a una pesante emigrazione: oltre il sessanta per cento dei circa otto milioni di armeni (inclusi i sopravvissuti al genocidio) sparsi per il mondo vive fuori della propria patria e pensa con struggente nostalgia che il Monte Ararat, sempre rivendicato e amato come Patria, simbolo di unità ed orgoglio nazionale, anch’esso si trova in terra straniera.