Territorio e risorse turistiche

L’Armenia occupa un territorio molto variegato (si va dalla vera e propria steppa, secca e arida, al territorio umido e coltivato, all’ambiente alpino e di alta montagna) e pertanto risulta essere estremamente interessante sotto il profilo turistico; in questo senso il Paese è un’unica “risorsa”, capace di attrarre discreti flussi di visitatori, interessati all’esplorazione di una terra, che è in grado di mostrare paesaggi singolari, incontaminati e stupefacenti.

Il territorio si alza a nord per dare forma alla catena montuosa del Piccolo Caucaso e da qui l’altipiano si estende verso sud fino alla Turchia e all’Iran. Solo circa il dieci per cento del suolo armeno presenta un’altitudine inferiore ai 1000 m e la vetta più alta, quella del Monte Aragats, raggiunge 4090 m. Il fiume Araks fa da confine in buona parte tra Armenia e Iran e anche tra Armenia e Turchia. Nel breve volgere di pochi chilometri il paesaggio cambia sostanzialmente volto: dall’arido territorio pedemontano si passa all’accidentato panorama alpestre; dai pascoli secchi si va alla feconda valle dell’Ararat, che produce la gran parte dei prodotti agricoli del paese.

Come si sa, il turismo è strettamente legato alla cultura di un popolo e del paese nel quale tale popolo vive. Sicché il piccolo territorio armeno vanta millenni di storia e importanti monumenti che la certificano, se ve ne fosse bisogno.

Non a caso l’Unesco ha dichiarato tre siti “patrimonio dell’umanità” (la Cattedrale di Etchmiadzin e il Sito Archeologico di Zvartnots – 2000); i Monasteri di Haghpat e Sanahin – 1996); il Monastero di Geghard e l’alta Valle del Fiume Azat – 2000) e altri quattro sono in attesa del riconoscimento, registrati nella “Tentative List” (il Sito Archeologico della Città di Dvin -1995; il Sito Archeologico e la Basilica di Yererouk -1995; il Monastero di Noravank e l’alta Valle di Amaghou – 1996; I Monasteri di Tatev e Tatevi Anapat e le aree dell’adiacente Valle Vorotan – 1995).