Armenia: Viaggio Culturale

Viaggio su misura – 11 giorni / 10 notti

Ripercorrendo il percorso intrapreso dagli apostoli Taddeo e Bartolomeo durante la loro predicazione, il viaggio in Armenia è la scoperta di un popolo e di una civiltà antica, la cui Chiesa Apostolica è la più antica della cristianità, fondata proprio da Giuda Taddeo. Sarà una scoperta di incantevoli luoghi d’arte, di storia e naturali, di trame culturali e influenze sul resto d’Europa, sull’Oriente e sul Mediterraneo, su tutte quelle incredibili bellezze bizantine, testimonianze di un tempo glorioso.

PROGRAMMA E ITINERARIO
1° GIORNO: Arrivo in Armenia
Arrivo all’aeroporto di Zvartnots controllo passaporti, operazioni doganali, ritiro bagagli e accoglienza. Trasferimento in albergo; sistemazione e pernottamento.

2° GIORNO: Yerevan – Giro turistico della città
Dopo colazione, visita al Parco della vittoria, e alla gigantesca statua di “Madre Armenia” collocata su un alto podio, a guardare verso il confine turco: reca in mano una robusta spada con il significato di “pace & resistenza”; è la personificazione femminile dell’Armenia; ha sostituito una statua di Stalin, tolta senza alcun avvertimento in una notte del 1967 – allora l’Armenia era parte dell’Unione Sovietica! Pranzo.
Proseguimento visita al Museo (etnografico) d’Arte Popolare, il cui scopo è la conservazione e la promozione del patrimonio culturale armeno, materiale e immateriale: si tratta di una collezione di oltre diecimila pezzi (lavorazione artistica di legno, pietra, metalli, ceramica, pizzi, ricami, tappeti e pitture).
Successivamente visita al Museo di Storia nazionale, che consentirà di ottenere – seppur in modo sintetico – un inquadramento storico/sociale del territorio armeno e della civiltà che su di esso si è evoluta nel corso dei secoli. Cena e pernottamento.

3° GIORNO: Yerevan – Echmiadzin – Zvartnots – Yerevan
Dopo colazione, partenza per Echmiadzin dove si trova la sede del Catholicos, il Patriarca, che guida la Chiesa cristiana più antica del mondo. Si visita la cattedrale e il giardino, nel quale sono conservate le tombe di alcuni tra i più importanti Catholicos, contrassegnate da bellissime khachkar, le croci scolpite, come ricami, nelle pietre di tufo, che caratterizzano l’intero territorio armeno.
Nei dintorni si visitano anche le chiese dedicate alle Sante Gayane e Hripsime, suore fuggite da Roma per sottrarsi alle pressanti attenzioni amorose dell’Imperatore romano Diocleziano e martirizzate, con altre quaranta sorelle, dal Re armeno Tiridate III. Pranzo.
Nel pomeriggio, si visitano i resti della più bella cattedrale Armena (sito Unesco), quella di Zvartnots (il suo nome in armeno significa “angeli del cielo”), innalzata nel VII secolo per volere del Catholicos Narses III, detto, per questo, “il costruttore”; l’interno era a croce greca, con tre navate stupendamente affrescate e l’esterno si presentava a trentadue facce, su tre piani.
Rientro a Yerevan e visita al Tsitsernakaberd (fortezza delle rondini) – monumento commemorativo del genocidio armeno – e al relativo museo, che raccoglie le testimonianze scritte e le immagini del primo e pianificato stermino di massa del ‘900. Cena e pernottamento.

4° GIORNO: Yerevan – Khor Virap – Noravank – Goris
Colazione e partenza per il monastero di Khor Virap, ubicato alle falde del Monte Ararat, che qui si mostra in tutta la sua imponente maestà. Il Monastero è stato costruito sulla fossa di pochi metri cubi nella quale fu tenuto prigioniero Gregorio l’Illuminatore, il Santo monaco che tanto si prodigò per far riconoscere il Cristianesimo quale religione di Stato in Armenia, nell’anno 301.
Proseguimento per Noravank – attraverso la stretta gola formata dal Fiume Amaghu, caratterizzata da pareti che incombono a picco sulla strada e da rocce di un particolare colore rosso mattone – e visita del monastero il cui nucleo più antico risale al IX° secolo: capolavoro e “canto del cigno” del famoso scultore e architetto medievale Momik, è particolarmente incantevole dal punto di vista architettonico, per altro inserito in un bellissimo il contesto naturale. Pranzo in un ristorante tipico.
Si prosegue attraverso un contesto ambientale particolarmente suggestivo – si cammina lungo la “via della seta” – in cui non è raro ammirare uccelli rapaci (falchi ed aquile) in cerca di prede – per giungere alla città capoluogo di Goris (orari permettendo si può dare uno sguardo alla “vecchia Goris”, la città rupestre, costituita da grotte scavate nel tufo, abitata dalla preistoria fin a circa 60/70 anni fa). Cena e pernottamento.

5° GIORNO: Goris – Tatev – Karahunj – Gladzor – Yeghegnadzor
Dopo colazione, partenza per il Monastero di Tatev, arroccato su una fortificazione naturale, in parte contornato dal profondo canyon, formato dal Fiume Vorotan. Il monastero, in epoca medievale, fu una delle più famose Università dell’Oriente per le scienze umane, l’arte e le discipline scientifiche. È raggiungibile con la teleferica più lunga del mondo che, con una sola campata di quasi sei chilometri, attraversa il suggestivo precipizio, regalando singolari emozioni. Continuazione verso la cittadina di Sisian, nelle cui vicinanze si trova un singolare monumento: un osservatorio preistorico molto più antico di Stonehenge, costituito da numerosi massi di diverse tonnellate che formano un uccello ad ali dispiegate, recante al centro un uovo: in epoca neolitica era un luogo in cui venivano effettuate cerimonie alla Dea (civiltà matrifocale). Pranzo.
Si torna indietro, puntando verso Nord, in direzione dei villaggi di Gladzor e Vernashen per visitare la chiesa di San Giacomo, che raccoglie testimonianza di un’altra prestigiosa Università dell’Oriente, forse la più antica (quella di Gladzor), e il monastero di Tanahati, isolato tra le colline, nella sua struggente perfezione architettonica. Si ritorna a valle, nella cittadina di Yeghegnadzor, per la cena e il pernottamento.

6° GIORNO: Yeghegnadzor – Selim – Noraduz – Dilijan
Dopo colazione, si parte con direzione Nord, verso il passo Selim, che mette in comunicazione l’area del Lago Sevan con il Sud del Paese. Nei pressi del valico, a circa 2.500 m di altezza, si visita il Caravanserraglio medievale (anno 1232) fatto costruire da uno dei principi locali per assistere le carovane in transito sulla “via della seta”. È stato magistralmente restaurato e fa bella mostra di sé con le tre navate che ospitavano il bestiame, i carovanieri e la servitù. Il valico dà su un vasto altopiano che accoglie bestiame al pascolo brado; nel cielo si possono scorgere le aquile a caccia di prede. Si scende verso Martuni e il Lago Sevan (il secondo più vasto lago del mondo in altura – si trova a m 1.900 s.l.m.), che si risalirà in tutta la sua lunghezza, regalando scorci paesaggistici di rara bellezza, fino alla penisola di Sevan, dov’è ubicato l’omonimo monastero. Lungo il percorso, sosta al cimitero medievale di Noraduz, che conserva quasi mille khachkar (croci scolpite come ricami sulla pietra tufacea, rossa o grigia, simbolo dell’Armenia), alcune veramente notevoli sotto il profilo artistico, altre, di diversa forma, da ascrivere a defunti di religione zoroastriana.
Si continua per la cittadina di Dilijan, ancor oggi destinazione turistica di un certo pregio, una volta gettonata meta turistica dalla nomenclatura sovietica, dove si cena e si pernotta.

7° GIORNO: Dilijan – Odzun – Haghpat – Akhtala – Dilijan
Colazione e partenza per un’intera giornata di visita ai monasteri più belli ed interessanti dell’Armenia.
Odzun, situata su un altopiano di straordinaria suggestione; sosta presso la sua antichissima Chiesa (IV secolo), dedicata alla “Santa Madre di Dio”.
Secondo la tradizione, in questo sito l’Apostolo Tommaso, durante il suo viaggio apostolico verso l’India, avrebbe consacrato sacerdoti e vescovi. Si conservano numerosi bassorilievi del tempio originario.
Da qui ci si sposterà al Monastero di Haghpat (patrimonio dell’Umanità Unesco) è uno dei centri più vitali dell’Armenia sul piano culturale e religioso. La sua costruzione è strettamente associata alla gloria della famiglia reale dei Bagratuni e rappresenta uno straordinario e superbo esempio di architettura armena medievale. La struttura più antica del monastero fu costruita dalla regina Khosrvanuch nel 977-991 e fu chiamata Chiesa di Santa Croce (Surb Nshan). Il monastero conserva quella che è considerata la più bella khachkar mai scolpita (XIII sec.): rappresenta l’Amenaprkich (il Cristo salvatore di tutti).
Infine, si arriverà al Monastero fortificato di Akhtala (XII secolo), ubicato nell’omonimo villaggio, nella valle del Fiume Debet, storicamente vittima di saccheggi e – soprattutto – di terremoti, molto frequenti in Armenia per il fatto che il suo territorio poggia su diverse faglie tettoniche; l’interno della chiesa, circondata dai resti di un complesso monastico coevo, è per intero coperto di affreschi risalenti all’epoca della costruzione.
Questi monasteri e la natura circostante rendono la giornata indimenticabile. Rientro a Dilijan, cena e pernottamento.

8° GIORNO: Dilijan – Garni – Geghard – Yerevan
Dopo colazione, si parte per il villaggio di Garni e visita al famoso Tempio d’epoca romana (eretto, però in forme ellenistiche) dedicato al Dio Sole e alla circostante area archeologica. Il tempio fu fatto edificare dal re armeno Tiridate I – nel I secolo – e, dopo la conversione del paese al cristianesimo, divenne la residenza estiva dei reali armeni.
Proseguimento per il Monastero di Geghard, uno dei più significativi della religione armena, apice dell’architettura medievale (XIII sec.), scavato parzialmente nella roccia della montagna adiacente, attorno ad una sorgente d’acqua ritenuta miracolosa, in un ambito di eccezionale bellezza naturale – patrimonio Unesco dal 2000, insieme all’Alta Valle del Fiume Azat. L’itinerario prosegue verso Yerevan, dove si cena e si pernotta.

9° GIORNO: Yerevan – Saghmosavank – Amberd – Yerevan
Dopo colazione, si parte con direzione Nord per visitare l’area del Monte Aragats e il canyon formato dal Fiume Kasakh, ai bordi del quale è stato eretto il Santuario di Saghmosavank (dei Salmi), in un ambiente di serena bellezza.
La chiesa principale del complesso monastico, dedicata a Surb Sion (Santa Sion) fu innalzata nel 1215 per volere del principe Vaciutyan, sul luogo dove nei primi secoli del cristianesimo già c’era un eremitaggio. L’edificio, simile a quello del vicino monastero di Hovhannavank (sito qualche chilometro più in basso, sempre sull’orlo dello stesso canyon), appartiene al tipo delle chiese cruciformi, con la cupola cosiddetta ad ombrello. Il complesso monastico comprende uno spazioso gavit (nartece, del 1250) e una biblioteca (del 1225), che ci induce a pensare al ruolo di conservazione e copiatura di importanti manoscritti sacri, assegnato al monastero.
Proseguimento per la visita di Amberd, una possente e imprendibile fortificazione, abbarbicata alle pendici del Monte Aragats (le cui vette superano i 4000 m. di altezza), la cui costruzione iniziò attorno all’anno mille, per presidiare il territorio e il sistema idrico necessario alle terre sottostanti (comprendeva le terme e una chiesa fatta erigere dal condottiero e principe Vahram Pahlavuni nel 1026, sotto il regno del Re Gagik).
Si scende per ritornare a Yerevan (pranzo lungo l’itinerario, in una casa contadina; dimostrazione di come si cucina il gustoso e singolare pane lavash). Nel pomeriggio, rientro a Yerevan e visita alla Moschea Blu, la sola rimasta delle tante ancora in funzione all’inizio del secolo scorso.

10° GIORNO: Yerevan– Giro turistico della città – approfondimento
Dopo colazione, visita al Matenadaran, edificio intitolato al monaco Mesrop Mashtots (l’inventore dell’alfabeto armeno), che custodisce più di 17.000 manoscritti e circa 100.000 documenti d’archivio, medievali e moderni, redatti in più di 2.000 lingue diverse. Senza dubbio la più imponente istituzione del suo genere al mondo, per quanto riguarda il patrimonio culturale armeno; a seguire, sopralluogo ad un laboratorio artigianale di tappeti per curiosare sulla lavorazione e sulla storia dei tappeti armeni, con presentazione delle attività e dimostrazione ai telai (possibilità di acquisti).
Nel pomeriggio, visita alla “Cascade”, una monumentale scalinata (artisticamente illuminata di notte) intervallata da statue, aiuole fiorite, sculture, istallazioni artistiche e fontane, che sale sul fianco di una collina, dalla cui sommità si gode di una vista estesissima su tutta la città e (di giorno) sul biblico Monte Ararat.
Eventuale tempo a disposizione, “cena d’arrivederci” e pernottamento.

11° giorno: Partenza per l’Italia
In conformità all’operativo voli, partenza per il rientro a casa.

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA

3 thoughts on “Armenia: Viaggio Culturale”

  1. Siamo interessati al viaggio programmato Armenia culturale accompagnato da Dorian Cara previsto dal 1 al 11 ottobre 2017. Siamo due persone marito e moglie: Sig. Ioannes Giuseppe e Sig.ra Andreoli Nadia residenti a 25086 Rezzato(BS). Rimango in attesa di notizie. Grazie

  2. Egregio signor Iohannes,
    Le invieremo non appena definito e quotato il programma di suo interesse.
    Grazie per averci preferito.
    Cordialità!

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