Armenia: Viaggio sensoriale

Viaggio sensoriale – 8 giorni / 7 notti

Viaggio sensoriale ideato per ipo e/o non vedenti
Itinerario su misura

“Original Armenia” è il primo Tour Operator che organizza, in Armenia, un viaggio sensoriale, per permettere a coloro che non vedono o vedono poco di cogliere il mondo circostante con l’aiuto degli altri sensi. Per questo, è stato ideato un programma che prevede di procedere con lentezza, senza fretta, e allo stesso tempo consente un approfondimento, soprattutto tattile ed olfattivo, dei luoghi, della gente, della natura circostante ed anche dei monumenti, testimonianze di passate culture.
Incontrare gli artigiani intenti ai loro lavori (scultori, tessitrici…), ascoltare un’orchestra che usa strumenti tipici e poterli toccare o suonare, partecipare alla preparazione ed alla cottura del pane lavash, cogliere la frutta direttamente negli orti, per apprezzarne il profumo e il sapore…, sono solo alcune delle peculiarità del programma, illustrato passo passo da una guida attenta, che parla perfettamente la lingua italiana e arricchito dalla cultura dell’accoglienza che gli armeni posseggono, congenita, nel loro carattere.
Durante gli spostamenti in minibus e/o vettura, verranno fornite costantemente notizie sul territorio che si attraversa, con notazioni a volte geografiche (paesaggi, panorami…), a volte storico-sociali (monumenti, attività lavorative…). Allo stesso modo, prima dei pasti, ogni pietanza sarà illustrata e, se possibile, inquadrata nelle usanze gastronomiche dei luoghi, in riferimento alla stagionalità, al calendario, ecc.).
Il viaggio sensoriale non è riservato in esclusiva a coloro che non posseggono (buona) capacità visiva, ma è invece aperto a tutti, affinché utilizzino (o, meglio, imparino ad utilizzare) tutti i sensi, per una coinvolgente esperienza emozionale.

PROGRAMMA E ITINERARIO
1° GIORNO: Yerevan – Saghmosavank – Aamberd – Yerevan
Arrivo a Zvartnots (aeroporto internazionale di Yerevan); disbrigo delle formalità doganali e burocratiche; accoglienza, trasferimento in albergo, sistemazione (se l’arrivo è previsto di primissimo mattino, riposo per qualche ora).
Eventuale colazione (in base all’orario di ritrovo) e partenza per la visita al Monastero di Saghmosavank (dei Salmi), eretto proprio sul bordo di un profondo canyon, formato, nei secoli, dallo scorrere del Fiume Kassakh, in un luogo panoramico e di suggestiva bellezza: la chiesa principale del complesso – dedicata a Surb Sion venne eretta nel 1215 e appartiene al tipo delle chiese cruciformi, con cupola cosiddetta ad ombrello.
Continueremo verso il Monte Aragats (la montagna più alta dell’Armenia moderna – m 4.095 – dopo che il Monte Ararat, simbolo della Nazione armena, è rimasto alla Turchia, regalato nel 1921 da Lenin a Kemal Atatürk) per la visita alla fortezza di Amberd, edificata attorno all’anno mille, per presidiare i transiti e il sistema idrico necessario alle terre sottostanti. Pranzo in un’abitazione contadina [potremo raccogliere i prodotti dell’orto e la frutta di stagione per sentirne subito i profumi e gustarne i sapori ed eventualmente partecipare alla preparazione del pane “lavash” – tipico dell’Armenia – nel forno interrato, a riverbero, detto “tonir”; (chi vorrà potrà maneggiare l’impasto, stendere la sfoglia, adagiarla sul cuscino, sentire il calore del forno, fiutare l’odore del pane caldo e assaggiarlo mentre ancora scotta…)].
Nel pomeriggio, rientreremo a Yerevan, per due ore di relax o per una eventuale passeggiata in centro città. Cena in albergo e pernottamento.

2° GIORNO: Yerevan – Echmiadzin – Zvartnots – Yerevan
(Le visite previste in questo giorno, dovrebbero essere effettuate di domenica; se così non capita, il programma potrebbe essere; volendo, modificato.
Dopo colazione, partiremo alla volta della città santa di Echmiadzin (Discesa dell’Unigenito), per il sopralluogo alla Santa Sede dei Cristiani armeni e residenza del Catholicos, massima autorità religiosa.
Alla periferia della città, visiteremo la Chiesa di Santa Hripsime [una monaca di bellissimo aspetto, partita da Roma con altre quaranta compagne e con la Madre superiora, Gayane, per sfuggire alle pressanti attenzioni amorose dell’Imperatore romano Diocleziano (a lui promessa sposa), perseguitata e martirizzata in Armenia, insieme alle altre], uno degli edifici sacri più antichi del Paese, apprezzato per la sua raffinata architettura – pianta cruciforme con cupola – e considerato paradigma architettonico di molte altre chiese armene. Alla Santa Sede assisteremo alla processione, alla liturgia, ascolteremo i canti e le salmodie dei religiosi (solo di domenica); visiteremo la Cattedrale, il suo parco e le numerose khachkar poste sulle tombe di alcuni Catholicos (khachkar – croce di pietra – è un cippo funerario scolpito, tipico ed esclusivo dell’Armenia; l’aspetto più comune è quello di una croce, raramente con un crocifisso, recante un piccolo rosone o un disco solare nella parte inferiore. Oggi sopravvivono circa 40.000 khachkar, la quasi totalità delle quali, sparse su tutto il territorio armeno). Pranzo.
Nel pomeriggio, proseguiremo nell’itinerario visitando i resti del sito archeologico di Zvartnots (in italiano “Angeli del cielo”) e della maestosa (una volta) Cattedrale (VII secolo – patrimonio dell’Umanità Unesco). Fu innalzata tra il 643 e il 652 dal Catholicos Nerses III, detto, appunto, il costruttore, che vi spostò, da Dvin, la Santa Sede patriarcale. La sua forma architettonica era un misto fra lo stile armeno e quello bizantino L’interno – pianta a croce greca a tre navate – era finemente decorato con affreschi e l’esterno si presentava come un poligono a 32 facce.
Lungo il percorso di rientro a Yerevan, ci recheremo a visitare il Tsitsernakaberd (fortezza delle rondini) – il monumento commemorativo del genocidio armeno e in silenzio renderemo onore al milione e mezzo di persone, barbaramente assassinate per ordine del governo dei “giovani turchi”, in quello che è stato definito il primo e pianificato stermino di massa del ‘900. Cena e pernottamento.

3° GIORNO: Yerevan – Khor Virap – Areni 1 – Noravank – Yerevan
Dopo colazione, partiremo per il santuario fortificato di Khor Virap: si trova a brevissima distanza dal confine turco, proprio alle falde del biblico Monte Ararat, che qui si mostra in tutta la sua imponente maestà; faremo un breve sopralluogo al monastero (chi vorrà potrà calarsi nella grotta in cui San Gregorio l’Illuminatore fu tenuto prigioniero per 13 anni, alimentato solo dalla carità di qualche donna che gli faceva calare pane e acqua), ai dintorni e continueremo per la grotta preistorica chiamata dagli archeologi “Areni 1”: qui è stata accertata la produzione del vino a 6.100 anni fa (datazione al carbonio) ed è stata trovata la scarpa più antica del mondo, che ora fa bella mostra di sé al Museo di storia nazionale di Yerevan. Ci troviamo nella regione viti-vinicola dell’Armenia, dove si producono ottimi vini (anche se poco conosciuti in Italia). Pranzo, con ovvia degustazione di vini locali.
Nel pomeriggio, visiteremo il vicino il Complesso monumentale/religioso di Noravank, situato in posizione strategica e spettacolare, alla testata della gola, formata dal Fiume Amaghu, le cui pareti, complice il sole, si colorano di un particolare rosso mattone. Il Monastero è il capolavoro del famoso architetto e scultore medievale Momik. Dopo la visita rientreremo a Yerevan per la cena e il pernottamento.

4° GIORNO: Yerevan – Noraduz – Sevanavank – Dilijan
Dopo colazione, partiremo per la regione del Lago Sevan [(il secondo lago in altura (m 1.900 s.l.m.) più esteso al mondo]. Lungo l’itinerario visiteremo l’azienda di cosmetici naturali, fondata da due coniugi che lavoravano nella Silicon Valley e hanno sentito l’esigenza di tornare in Armenia a coltivare piante officinali per estrarne oli essenziali, da usare nella cosmetica, nella profumeria, nella farmacia, senza aggiunta di ingredienti sintetici; sentiremo ogni sorta di profumi, sia visitando l’orto botanico, sia i laboratori per l’estrazione degli oli essenziali.
Continueremo, con direzione Est, fino al lago Sevan e lo costeggeremo puntando a Sud, tanto da arrivare al cimitero medievale di Noraduz, che custodisce quasi mille tombe, contrassegnate da altrettante khachkar, la maggior parte antichissime: alcune conservano sculture con bassorilievi che raccontano la vita del defunto.
Torneremo indietro fino alla Penisola di Sevan (isola, prima dei disastrosi lavori di abbassamento del livello delle acque, intrapresi in epoca sovietica) sulla cui cima è ubicato l’omonimo monastero, conosciuto anche col nome “Mariamashen” – fondato dalla Principessa Mariam, figlia di Re Ashot I dei Bagratuni – VIII sec. – che conserva una delle khachkar tra le più belle in assoluto (si potrà toccare per rendersi conto del tepore che emana il tufo nel quale è stata scolpita e del “ricamo” ideato dall’autore). Pranzo.
Nel pomeriggio ci dirigeremo verso la cittadina di Dilijan, ancor oggi gettonata meta turistica nazionale (un tempo era una delle destinazioni di vacanza preferite della nomenclatura del partito comunista sovietico), dove faremo un breve sopralluogo alla “Strada Sharambeyan” – considerata come “vecchia Dilijan”, in quanto restaurata seguendo l’antico stile architettonico – per sorbire un tè o un aperitivo con vino bianco secco armeno. Arrivo in albergo, sistemazione, cena e pernottamento.

5° GIORNO: Dilijan – Odzun – Haghpat – Dilijan
Dopo colazione, con direzione Nord, partiremo per il villaggio di Haghpat, attraversando la città di Vanadzor (la terza più popolosa d’Armenia), gli storici abitati di Stepanavan e Lori Berd – dove si trovano i resti di una delle più singolari fortificazioni antiche, posta alla confluenza di due profondi canyon – e il grazioso altopiano di Odzun, caratterizzato da un susseguirsi di campi e pascoli geometricamente ordinati e diversamente colorati, tanto da sembrare un presepe. Qui visiteremo l’antica Cattedrale, dedicata alla Santa Madre di Dio, importante sotto il profilo architettonico, e potremo toccare il coevo, singolare obelisco, sul quale sono scolpite storie del Cristianesimo primitivo (la tradizione racconta che in questo sito San Tommaso Apostolo, nel suo viaggio di evangelizzazione verso l’India, si sia fermato in questo luogo ed abbia battezzato e unto, con il sacro olio, catecumeni e vescovi – “Odzun” in lingua armena significa “Unto”). Pranzo lungo l’itinerario.
Scenderemo repentinamente lungo uno dei versanti del profondo canyon, arrivando nei pressi del villaggio di Alaverdi, per risalire l’altro versante ed arrivare al Monastero di Haghpat (sito Unesco). Coevo all’altro monastero – quello di Sanahin, ubicato sul vicino versante opposto del canyon (anch’esso sito Unesco) – dotato di una importante biblioteca, era centro di cultura e di sapere: vi si insegnavano sia le scienze umane (teologia, filosofia, grammatica, retorica…) sia le discipline scientifiche (matematica, medicina e farmacia, architettura…) sia ancora le arti liberali (pittura, scultura, miniatura, erboristeria, musica e canto…). In questo monastero è conservata la più bella, in assoluto, e singolare Khachkar, finemente lavorata nel 1273 dallo scultore Varham, che rappresenta il Cristo Redentore.
Rientreremo a Dilijan per la cena e il pernottamento.

6° GIORNO: Dilijan – Garni – Geghard – Yerevan
Dopo colazione partiremo con direzione ovest verso il sito archeologico del Tempio di Garni: eretto nel primo secolo, in forme ellenistiche e dedicato al dio Mitra, pare fosse stato costruito con fondi che Re Tiridate I d’Armenia ricevette dall’Imperatore Nerone – nel corso della sua visita a Roma – in cambio della neutralità tenuta dagli Armeni durante la guerra che Roma intraprese contro i Parti.
L’edificio si presenta in buone condizioni dopo il restauro: la copertura è sorretta da 24 colonne di ordine ionico, su un basamento di basalto. Altri reperti archeologici si mostrano di particolare interesse, soprattutto le terme (calidarium con mosaici ispirati alla mitologia greca). Pranzo.
Proseguiremo alla volta del vicino Monastero di Geghard, patrimonio dell’Umanità Unesco, uno dei più significativi della religione armena, apice dell’architettura medievale (XIII sec): il luogo di ubicazione del monastero – in un ambito di eccezionale bellezza naturale – sembra sia stato scelto da San Gregorio l’Illuminatore, colui che introdusse il Cristianesimo in Armenia, laddove sgorgava e tuttora fluisce una fonte la cui acqua è ritenuta miracolosa (si potranno immergere le mani nella sorgente); è in buona parte scavato nella roccia ed è meta di numerosi pellegrinaggi.
In alcune aule del santuario si gode di una particolare acustica ed è per questo che ascolteremo, dedicati espressamente a noi, alcuni canti liturgici eseguiti da un piccolo coro che intona “a cappella”. Rientro a Yerevan, cena e pernottamento.

7° GIORNO: Dilijan – Yerevan – Giro turistico della città
Dopo colazione, andremo a piedi in giro per le vie del centro, per respirarne le atmosfere e comprendere, attraverso le illustrazioni della guida, il carattere della capitale (si dice che Yerevan sia la più occidentale delle capitali orientali – anche in confronto con la non lontana Tbilisi). A piazza della Republica – caratterizzata dalla tipica architettura sovietica – la guida fornirà gli elementi che consentiranno di ottenere – seppur in modo sintetico – un inquadramento storico/sociale del territorio armeno e della civiltà che su di esso si è evoluta nel corso dei secoli. Pranzo.
Nel pomeriggio, visiteremo il laboratorio di uno scultore di khachkar: potremo toccare con mano il tufo sul quale queste croci vengono scolpite.
A seguire, ci dirigeremo presso un laboratorio artigianale di tappeti per curiosare sulla lavorazione e sulla storia dei tappeti armeni, con presentazione delle attività e dimostrazione ai telai (ci sarà la possibilità di palpare le diverse lane, sentirne gli odori, capire come si eseguono i nodi; potrà essere l’occasione per acquisti di un certo pregio).
Ci recheremo, infine, alle cantine “Ararat”, nelle quali si produce un pregiato brandy: Winston Churchill, noto estimatore del brandy, si serviva qui, perché riteneva l’Ararat il miglior brandy al mondo; avremo modo di effettuare delle degustazioni guidate, con bicchieri adatti e potremo lasciarci affascinare dai diversi profumi, dal bouquet unico e inconfondibile.
Cena in albergo e concerto – specificamente dedicato al nostro gruppo – di un “Ensemble musicale” che esegue brani etnici e tradizionali armeni, con strumenti originali, d’epoca o riproduzioni fedeli (dopo il concerto ci sarà la possibilità di chiacchierare con i musicisti, di tastare e/o provare a suonare i loro strumenti. “Brindisi d’arrivederci” e pernottamento.

8° GIORNO: Volo di rientro in Italia
Compatibilmente con il piano voli, trasferimento in aeroporto in tempo utile per effettuare le operazioni connesse alla partenza per il rientro a casa.

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA