Arte storia e cultura a sud del Caucaso

Tour Combinato – 13 giorni / 12 notti

PROGRAMMA / ITINERARIO
1° GIORNO: Arrivo in Armenia
Arrivo a Zvartnots (aeroporto internazionale di Yerevan); disbrigo delle formalità doganali e burocratiche; accoglienza, trasferimento in albergo e sistemazione (se l’arrivo è previsto di primo mattino, riposo per qualche ora).

2° GIORNO: YEREVAN – Giro turistico della città
Pensione completa. Dopo colazione, visita al “Parco della Vittoria” (Haghtanak), dal quale si ha una panoramica d’insieme sulla topografia della capitale; tra l’altro, vi si può ammirare la statua di Madre Armenia (Mayr Hayastan): è la personificazione femminile dell’Armenia: simboleggia la pace unita alla resistenza e commemora alcune delle più significative figure femminili della storia armena (il monumento fu innalzato in una notte del 1967 – senza preavviso, al posto di una statua di Stalin, abbattuta – a quel tempo l’Armenia era sotto dominio sovietico!); a seguire, visita al Museo di Storia nazionale, che consentirà di ottenere – seppur in modo sintetico – un inquadramento storico/sociale del territorio armeno e della civiltà che su di esso si è evoluta nel corso dei secoli; nel pomeriggio passegiata in centro città, per respirarne le atmosfere; cena e pernottamento.

3° GIORNO: Yerevan – Zvartnots – Echmiadzin – Yerevan
Pensione completa. Dopo colazione, si parte per visitare i resti della Cattedrale di Zvartnots (patrimonio dell’Umanità Unesco), i più preziosi e più belli dell’Armenia, perché confermano la sua storia e la sua millenaria cultura: questo particolare e unico monumento (distrutto in seguito da un disastroso terremoto) fu costruito per volere del Catolicos Nerses III°, detto il costruttore, tra il 643 e il 655.
Proseguimento per Echmiadzin (Discesa dell’Unigenito), sopralluogo alla Santa Sede dei Cristiani armeni e residenza del Catolicos, massima autorità religiosa. Alla periferia della città, visita alla Chiesa di Santa Hripsime (una monaca di bellissimo aspetto, fuggita da Roma con altre quaranta compagne e con la Madre superiora Gayane, perseguitate e martirizzate), uno degli edifici sacri più antichi d’Armenia, apprezzato per la sua raffinata architettura – pianta cruciforme con cupola – e considerato paradigma di molte altre chiese armene. Alla Santa Sede si può assistere alla liturgia (solo di domenica); visita alla Cattedrale, al suo parco e alle numerose khachkar – lastre di
pietra con la croce scolpita, tipiche dell’Armenia. Visita alla Chiesa di Santa Gayane, le cui reliquie sono conservate nella cripta che fu fatta costruire da San Gregorio l’Illuminatore. Nel pomeriggio, proseguimento dell’itinerario e visita al Tsitsernakaberd (fortezza delle rondini) – monumento commemorativo del genocidio armeno e al relativo museo, che raccoglie le testimonianze scritte e le immagini del primo e pianificato stermino di massa del ‘900. Cena e pernottamento.

4° GIORNO: Yerevan – Saghmosavank – Amberd – Yerevan
Pensione completa. Dopo colazione, partenza per la visita al Monastero di Saghmosavank (dei Salmi), eretto proprio sul bordo di un profondo canyon, formato nei secoli dallo scorrere del Fiume Kasakh, in un luogo panoramico e di suggestiva bellezza: la chiesa principale del complesso – dedicata a Surb Sion venne eretta nel 1215 e appartiene al tipo delle chiese cruciformi, con cupola cosiddetta “ad ombrello”.
Si continua verso il Monte Aragats (la montagna più alta dell’Armenia moderna – 4.095 m – dopo che il Monte Ararat (5.137 m), simbolo della Nazione armena, è rimasto alla Turchia, regalato nel 1921 da Lenin a Kemal Atatürk) per la visita alla fortezza di Amberd, edificata attorno all’anno mille, per presidiare i transiti (verso Ani, allora capitale della Grande Armenia) e il sistema idrico necessario alle terre sottostanti. Pranzo in un’abitazione privata, con osservazione ed eventuale partecipazione alla preparazione del pane “lavash”, nel forno sotterraneo a riverbero, detto “tonir”.
Nel pomeriggio, visita alla “Cascade”, una monumentale scalinata (artisticamente illuminata di notte) intervallata da statue, aiuole fiorite e fontane che sale sul fianco di una collina, dalla cui sommità si gode di una vista estesissima su tutta la città e (di giorno) sul biblico Monte Ararat. Cena e pernottamento.

5° GIORNO: Yerevan – Geghard – Garni – Yerevan
Pensione completa. Dopo colazione, visita al Matenadaran, edificio intitolato al monaco Mesrop Mashtots (l’inventore dell’alfabeto armeno), che custodisce più di 17.000 manoscritti e circa 100.000 documenti d’archivio, medievali e moderni, redatti in più di 2.000 lingue diverse. Senza dubbio la più imponente istituzione del suo genere al mondo, per quanto riguarda il patrimonio culturale armeno. Continuazione per il villaggio di Garni e visita al famoso Tempio d’epoca romana dedicato al Dio Sole e alla circostante area archeologica. Il tempio fu fatto edificare dal re armeno Tiridate I – nel I secolo – e, dopo la conversione del paese al cristianesimo, divenne la residenza estiva dei reali armeni.
Prosseguimento per il Monastero di Geghard, uno dei più significativi della religione armena, apice dell’architettura medievale (XIII sec.), scavato parzialmente nella roccia della montagna adiacente – nel luogo dove sgorgava e tuttora fluisce una sorgente d’acqua, ritenuta miracolosa – in un ambito di eccezionale bellezza naturale – patrimonio Unesco dal 2000, insieme all’Alta Valle del Fiume Azat. Rientro a Yerevan, cena e pernottamento.

6° GIORNO: Yerevan – Khor Virap – Noravank – Noraduz – Dilijan
Pensione completa. Dopo colazione, partenza per il santuario fortificato di Khor Virap: si trova a brevissima distanza dal confine turco, proprio alle falde del biblico Monte Ararat, che qui si mostra in tutta la sua imponente maestà; breve sopralluogo al monastero, ai dintorni e continuazione per il Complesso monumentale religioso di Noravank, situato in posizione strategica e spettacolare, alla testata della gola, formata dal Fiume Amaghu, le cui pareti, complice il sole, si colorano di un particolare rosso mattone. Il Monastero è il capolavoro del famoso architetto e scultore medievale Momik.
Si prosegue verso Nord, percorrendo la famosa “via della seta” per il Passo Selim (2.410 m) e si sosta al caravanserraglio medievale, eretto nel 1332. Si scende e si costeggia il lago, con ripetuti scorci panoramici. Lungo l’itinerario, visita allo storico Cimitero medievale di Noraduz, che conserva quasi mille khachkar, alcune molto belle, risalenti al medioevo.
Si continua per arrivare a Dilijan, dove si cena e si pernotta.

7° GIORNO: Dilijan – Haghpat – Akhtala – Tbilisi
Pensione completa. Dopo colazione si parte con direzione Nord verso la città di Vanadzor (la terza dell’Armenia per numero di abitanti) e la valle/canyon che porta al confine con la Georgia.
Interessanti risultano gli scorci panoramici, soprattutto laddove il canyon si fa più profondo e le pareti incombono: a mezzacosta si trovano le rovine di due importanti monasteri (Kobayr, XII sec. – Horomayr, XII sec.), un tempo centri di studio e di preghiera.
Si viaggia fino al Monastero di Haghpat (patrimonio dell’Umanità Unesco): coevo all’altro e vicino monastero – quello di Sanahin, ubicato sul versante opposto del canyon (anch’esso sito Unesco) – dotato di una importante biblioteca, era centro di cultura e di sapere: vi si insegnavano sia le scienze umane (teologia, filosofia, grammatica, retorica,…), sia le discipline scientifiche (matematica, medicina e farmacia, architettura…), sia ancora le arti liberali (pittura, scultura, miniatura, erboristeria, musica e canto,…). In questo monastero è conservata una delle più belle e singolari Khachkar, finemente lavorata nel 1273 dallo scultore Varham, che rappresenta il Cristo Redentore di tutti.
Si continua, sempre verso il confine georgiano: una brevissima digressione permette di visitare il Monastero fortificato di Akhtala (fine del X secolo), uno dei pochi, in Armenia, che conserva un interessante ciclo di affreschi, dovuto alla scelta dell’ortodossia bizantina (calcedonese) della famiglia proprietaria, i nobili Zakarian.
Al vicino confine georgiano-armeno di Sadakhlo, cambio di bus e di guida, espletamento delle formalità doganali e di polizia e trasferimento a Tbilisi, capitale della Georgia. Cena e pernottamento.

8° GIORNO: Tbilisi – Bodbe – Sighnaghi – Velistsikhe – Nekresi – Kvareli
Pensione completa. Dopo colazione, si parte verso la Regione di Kakheti. Qui le montagne del Gran Caucaso si mostrano in tutta la loro maestà e compongono il paesaggio assieme ai prati fertili e ai vigneti della regione. Visita del monastero di Bodbe, che ospita la tomba di Santa Nino, la ragazza proveniente dalla Cappadocia, che ha convertito il popolo georgiano al cristianesimo. Si prosegue per la città fortificata di Sighnaghi. L’abitato conserva la sua impronta antica e originale ed offre ai visitatori panorami mozzafiato delle circostanti montagne e della pianura alluvionale formata dal fiume Alazani. Visita del museo etnografico, con le opere del famoso pittore primitivista, georgiano Niko Pirosmani. Proseguimento per il villaggio di Velistsikhe. Pranzo presso la locale cantina, dove si può conoscere il metodo tradizionale georgiano di vinificazione in anfora, assaggiare il vino e degustare i piatti tipici della zona.
In seguito partenza per la visita del complesso monastico di Nekresi, un bell’esempio di antica architettura religiosa, immerso in uno splendido bosco, da cui la vista spazia sulla valle e i vigneti sottostanti. Al termine delle visite arrivo a Kvareli. Cena e pernottamento.

9° GIORNO: Kvareli – Gremi – Alaverdi – Tsinandali – Tbilisi
Pensione completa. Dopo colazione, da Kvareli si prosegue il viaggio nella splendida regione dell’Est georgiano, visitando il complesso di Gremi, una volta fiorente città commerciale, ubicata lungo la “via della seta”, capitale del regno di Kakheti. È quanto rimane dell’antico splendore, dopo la distruzione completa (fu rasa letteralmente al suolo) per opera dell’esercito di Shah Abbas: si propone come testimonianza, storica e attraente, composta da una chiesa dedicata agli Arcangeli (innalzata nel 1565 e affrescata nel 1577) e dal palazzo reale, un edificio realizzato su tre piani, oltre la cantina e un passaggio segreto sotterraneo, che portava fino al fiume; tutto è contornato da alte mura di difesa, con torri di rinforzo e feritoie (Museo regionale).
Si prosegue per la maestosa Cattedrale di Alaverdi, che conserva un ciclo di affreschi dei secoli XI/XVII. Il monastero fu fondato da Joseb Amba Alaverdeli, uno dei tredici Padri Siriani, che venne da Antiochia e si fermò ad Alaverdi – allora piccolo villaggio e antico centro di culto pagano dedicato alla Luna – per evangelizzare la regione. È il secondo più alto edificio religioso della Georgia, dopo la recente costruzione della nuova cattedrale di Tbilisi.
Si prosegue alla volta di Tsinandali per visitare la villa/museo, il giardino e soprattutto la cantina storica del nobile Georgiano Alexander Chavchavadze, figlioccio della Zarina Caterina II di Russia, tenente generale dell’esercito, uomo di notevole e profonda cultura, fondatore della poesia romantica georgiana, esperto traduttore di letterati europei e russi. È stato il primo georgiano a vinificare secondo il metodo europeo e ad imbottigliare; il suo vigneto è ancor oggi coltivato; la cantina vanta oltre 16.500 bottiglie di cui una millesimata al 1839 (il primo raccolto fatto nella vigna di Tsinandali). Rientro a Tbilisi; cena lungo l’itinerario e pernottamento.

10° GIORNO: Tbilisi – Giro turistico della città
Pensione completa. Dopo colazione, visita all’affascinante capitale della Georgia. Tbilisi, oggi, è un importante centro industriale, commerciale e socio/culturale. È stata fondata, strategicamente, al crocevia tra Europa e Asia, lungo la storica “Via della Seta”. Si ammirano le attrattive più importanti della città: la chiesa di Metekhi (XIII sec.), la Fortezza di Narikala (IV sec.) – una delle fortificazioni più vecchie della città – le Terme Sulfuree, la Sinagoga, la Cattedrale di Sioni e la Basilica di Anchiskhati (VI sec.). Nel pomeriggio, si visita il Tesoro Archeologico del Museo Nazionale della Georgia (per avere, seppur sommaria, un’idea del territorio e della cultura che su di esso si è stratificata) e si passeggia lungo Corso Rustaveli (realizzato nel XIX secolo) cuore cittadino, dedicato al grande poeta georgiano del XII secolo, Shota Rustaveli; qui sorgono il Teatro dell’Opera in stile moresco, il Teatro Rustaveli in stile barocco, il Palazzo del Viceré, il Parlamento, numerosi caffè, ristoranti e negozi delle firme più prestigiose della moda internazionale. Cena in un ristorante tradizionale e pernottamento.

11° GIORNO: Tbilisi – Dmanisi – Bolnisi – Tbilisi
Pensione completa. Dopo colazione, partenza per Dmanisi, importantissima località archeologica, pervenuta agli onori della cronaca per la scoperta dello “Homo georgicus”, secondo gli scienziati, specie di ominide che ha legato lo “Australopitecus” allo “Homo erectus”, risalente ad un milione e ottocento anni fa, il più remoto mai ritrovato, all’infuori del continente africano (gli scavi, iniziati nel lontano 1936 e protrattisi fino ad oggi, hanno scoperto anche resti di animali ormai estinti, utensili e diversi teschi umani).
Il sito presenta una varietà di rovine, probabilmente risalenti al medioevo, all’interno di un’area fortificata con castello; l’abitato era un nodo importante perché situato alla confluenza di rotte commerciali e fin dai primi anni del mille fu devastato e saccheggiato diverse volte. È rimasta una cattedrale ortodossa (Dmanisi Sioni) innalzata nel VI secolo.
Si prosegue per Bolnisi (una cittadina fondata da colonizzatori tedeschi, dalla storia strana e travagliata) che ospita la più antica chiesa georgiana: Bolnisi Sioni, la cui costruzione risale al IV secolo (478-493) e mostra alcuni elementi riconducibili ancora al paganesimo. Sulla sua facciata si notano i primi campioni di scrittura georgiana – si tratta di uno dei più antichi documenti storici sull’alfabeto georgiano – e la croce in rilievo, che è diventata uno dei simboli della Georgia in quanto è raffigurata nella bandiera. Singolare risulta il campanile ed interessante il ciclo di affreschi dipinti all’interno. Rientro a Tbilisi, cena e pernottamento.

12° GIORNO: Tbilisi – Mtskheta – Dzalisi – Ananuri – Tbilisi
Pensione completa. Dopo colazione, partenza per Mtskheta, antica capitale della Georgia e tuttora “città santa”, che ospita la sede della Chiesa ortodossa, autocefala georgiana e la sede patriarcale.
È stata capitale del primo regno georgiano e fu il luogo in cui si svolsero le prime attività cristiane e dove la cristianità venne proclamata religione di stato, nel 317.
Vi si trovano numerosissimi edifici, molto antichi, entrati a far parte nel 1994 del patrimonio dell’umanità dell’Unesco e fra questi:
il Monastero di Jvari (VI secolo), ubicato in alto, sulla collina, e dal quale si gode di una vista magnifica sulla città. Il fabbricato è un classico dello stile tetraconco, georgiano antico, (gli angoli sono delimitati da quattro braccia di uguale lunghezza, utilizzati da sale cantonali) con la cupola bassa che appoggia su un massiccio tamburo ottagonale ne scaturisce un edificio, seppur di piccole proporzioni, di elegantissime simmetrie;
la Cattedrale di Svetitskhoveli (enorme struttura dell’XI secolo) che presenta pianta a croce allungata, decorata con affreschi e con splendide sculture di pietra sia all’esterno che all’interno, dove la tradizione vuole che sia sepolta la tunica di Cristo.
Nel pomeriggio si visita il sito archeologico di Dzalisi, situato nella valle di Mukhrani.
L’insediamento di Dzalisi, località citata da Tolomeo (Geographia, 10,3) come una delle principali città dell’antica Iberia, è molto esteso e complesso ed è da includere tra i più interessanti siti archeologici della Georgia. Gli scavi hanno messo in luce strutture appartenenti a quattro complessi di domus, con annessi impianti termali, piscine con impianti di irrigazione e approvvigionamento delle acque. La presenza di un mosaico a sfondo dionisiaco, in una terra che si vanta di essere patria della produzione del vino, costituisce per la Georgia una testimonianza dal valore simbolico straordinario. Nelle vicinanze è altresì presente una necropoli.
Si continua verso Nord, per visitare Ananuri (XV-XVII sec.), un complesso architettonico/militare, situato in posizione strategica sulla riva occidentale della Zhinvali Reservoir, un romantico lago artificiale che non manca di regalare incantevoli scorci panoramici. Ananuri era l’antica, strategica dimora dei duchi di Aragvi – una dinastia feudale che governava la zona già dal XIII secolo – distrutta più volte.
Il complesso consiste di due castelli uniti da un muro di cortina merlato. La fortificazione superiore è dotata di una grande torre quadrata, tuttora ben preservata ed è nota per essere stata il teatro dell’ultima difesa del ducato di Aragvi; l’altra fortificazione, quella inferiore, è provvista di una torre rotonda e versa per lo più in rovina. All’interno del complesso, tra gli altri edifici, spiccano due chiese. Al termine delle visite rientro a Tbilisi. Cena d’arrivederci e pernottamento.

13° GIORNO: Partenza
Colazione in albergo e, secondo l’operativo voli, trasferimento in tempo utile all’aeroporto di Tbilisi. Partenza per Italia.

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA