Armenia: Pasqua in fiore 2019

Tour Classico – 6 giorni / 6 notti

(Cod.: Pasqua in Armenia 2019)
PROGRAMMA E ITINERARIO
19 Aprile (Venerdì Santo)
Arrivo in Armenia / Yerevan city tour
Arrivo a Zvartnots (aeroporto internazionale di Yerevan); disbrigo delle formalità doganali e burocratiche; accoglienza, trasferimento in albergo, sistemazione.
Dopo colazione, visita al Museo di Storia nazionale, che consentirà di ottenere – seppur in modo sintetico – un inquadramento storico/sociale del territorio armeno e della civiltà che su di esso si è evoluta nel corso dei secoli.
Nel pomeriggio, visita al Tsitsernakaberd (fortezza delle rondini) – monumento commemorativo del genocidio armeno – e al relativo museo, che raccoglie le testimonianze scritte e le immagini del primo e pianificato stermino di massa del’900, perpetrato dal governo dei “giovani turchi”.
A seguire, visita alla cattedrale di Surb Grigor Lusavorich (San Gregorio I’Illuminatore, il grande monaco, che nel IV secolo introdusse il Cristianesimo in Armenia e lo fece riconoscere come religione di Stato). La cattedrale, la più grande chiesa armena nel mondo, è modernissima ed è stata consacrata nel 2001 per festeggiare il 1700° anniversario dalla fondazione della Chiesa Armena e dall’adozione del cristianesimo: tempo libero a disposizione per assistere al rito della lavanda dei piedi (è derivato da un gesto di Gesù compiuto durante l’ultima cena: “depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse intorno alla vita; poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei suoi discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto” – Gv 13, 4-5). Cena e pernottamento.

20 Aprile (Sabato Santo)
Yerevan – Garni – Geghard – Yerevan
Dopo colazione, partenza per il Monastero di Geghard, uno dei più significativi complessi monastici della religione armena, apice dell’architettura medievale (XIII sec.), scavato parzialmente nella roccia della montagna adiacente, in un ambito di eccezionale bellezza naturale, laddove sgorgava e tuttora fluisce una sorgente di acqua termale considerata miracolosa (dal 2000, patrimonio Unesco insieme all’Alta Valle del Fiume Azat).
Proseguimento per il villaggio di Garni e visita al famoso Tempio d’epoca romana dedicato al Dio Sole e alla circostante area archeologica. Il tempio fu fatto edificare dal re armeno Tiridate I – nel I secolo – e, dopo la conversione del Paese al cristianesimo, divenne la residenza estiva dei reali armeni.
Si rientra in albergo per la cena e per assistere e – per coloro che lo desiderano – partecipare alla tradizionale preparazione delle uova colorate, che, secondo la consuetudine, decoreranno la tavola il giorno di Pasqua. Pernottamento.

21 Aprile (Domenica di Pasqua)
Yerevan – Zvartnots – Echmiadzin – Yerevan
Dopo colazione, si parte per Echmiadzin (Discesa dell’Unigenito), la “città santa”, sede dei Cristiani armeni e residenza del Catholicos, massima autorità religiosa.
Alla periferia della città, visita alla Chiesa di Santa Hripsime (una monaca di bellissimo aspetto, fuggita da Roma con altre quaranta compagne e con la Madre superiora Gayane, perseguitate e martirizzate) – uno degli edifici sacri più antichi d’Armenia, apprezzato per la sua raffinata architettura.
Alla Santa Sede si visita la Cattedrale, il suo parco e le numerose khachkar – lastre di pietra con la croce scolpita come un prezioso ricamo, tipiche dell’Armenia; si assiste alla Santa Messa pasquale, probabilmente officiata dallo stesso Catholicos, in un tripudio di canti festosi, alla luce tremolante delle candele e tra lo sfarzo dei paramenti liturgici.
Il pranzo di Pasqua si consuma presso una famiglia di contadini che, nell’offerta dei cibi, osserva la stretta tradizione.
Proseguimento per visitare i resti della Cattedrale di Zvartnots (patrimonio dell’Umanità Unesco), i più preziosi e più belli dell’Armenia, perché confermano la sua storia e la sua millenaria cultura: questo particolare e unico monumento fu costruito per volere del Catholicos Nerses III°, detto il costruttore, tra il 643 e il 655.
L’interno, decorato da affreschi, mostrava una pianta a croce greca a tre navate e tre piani, mentre l’esterno era costituito da un poligono a trentadue facce che, visto in lontananza, doveva apparire circolare. L’impressione prodotta dalla cattedrale di Zvartnots era cosi forte che, si narra, un imperatore di Bisanzio nel breve periodo in cui soggiornò in Armenia rimase talmente estasiato dalla sua bellezza, che desiderò averne una copia simile anche a Costantinopoli.
Rientro a Yerevan e visita alla “Cascade”, un singolare parco cittadino, formato da una imponente e lunga scalinata – intervallata da fontane, statue (anche di grandi scultori di valenza internazionale), piccoli giardini pensili, sale multifunzione, museo – dall’alto della quale si gode di un panorama eccezionale sulla città e sul biblico Monte Ararat.

22 Aprile (Lunedì di Pasqua)
Yerevan – Khor Virap – Noravank – Yerevan
Dopo colazione, partenza per il santuario fortificato di Khor Virap (fossa profonda), dove San Gregorio l’Illuminatore, fu tenuto prigioniero in una buca di pochi metri cubi, per tredici anni. Il monastero si trova a brevissima distanza dal confine turco, proprio alle falde del biblico Monte Ararat, che qui si mostra in tutta la sua imponente maestà. Breve sopralluogo al monastero, ai dintorni e continuazione, verso Sud, per il Complesso monumentale, religioso di Noravank. Edificato in un punto strategico e spettacolare, alla testata della gola, le cui pareti, complice il sole, si colorano di un particolare “rosso mattone”, il santuario di Noravank era già famoso come Sede vescovile e Università nei secoli IX/X. Gli edifici che si possono osservare oggi, risalgono alla prima metà del 1.200 e, oltre che per l’ardita architettura, sono notevoli per i bassorilievi posti sulle lunette degli ingressi, scolpiti dal famoso artista medievale Momik, che è anche l’architetto progettista del Santuario stesso. Dopo la visita, rientro a Yerevan; eventuale tempo a disposizione, cena e pernottamento.

23 Aprile (Martedì)
Yerevan – In giro per la città approfondimento
Dopo colazione, visita al Matenadaran, edificio intitolato al monaco Mesrop Mashtots, che custodisce più di 17.000 manoscritti e circa 100.000 documenti d’archivio, medievali e moderni – il Matenadaran conta opere in più di 2.000 lingue diverse. Senza dubbio la più imponente istituzione del suo genere al mondo, per quanto riguarda il patrimonio culturale armeno.
A seguire, sopralluogo ad un laboratorio artigianale di tappeti per curiosare sulla lavorazione e sulla storia dei tappeti armeni, con presentazione delle diverse attività e dimostrazione ai telai (possibilità di acquisti).
Nel pomeriggio, visita al Centro etnografico Dzoragyugh, Museo del famoso regista Sergei Parajanov (stima reciproca con il nostro grande Federico Fellini).
Tempo libero a disposizione di ciascuno, quindi “cena d’arrivederci” e pernottamento.

24 Aprile (Mercoledì): Rientro a casa
Dopo colazione partenza per l’aeroporto e volo di rientro (fine servizi).

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA