Armenia: Pasqua in Fiore 2020

Pasqua armena – 8 giorni / 7 notti

(Cod.: Pasqua in Armenia 2020)
PROGRAMMA E ITINERARIO
1° GIORNO: 11 Aprile (Sabato di Pasqua)
Yerevan – Amberd – Saghmosavank – Yerevan
Arrivo a Zvartnots (aeroporto internazionale di Yerevan); disbrigo delle formalità doganali e burocratiche; accoglienza, trasferimento in albergo; sistemazione e tempo a disposizione di ciascuno per alcune ore di riposo.
Dopo colazione, visita al Tsitsernakaberd (fortezza delle rondini) – monumento commemorativo del genocidio armeno – e al relativo museo, che raccoglie le testimonianze scritte e le immagini del primo e pianificato stermino di massa del ‘900, perpetrato dal governo dei “giovani turchi”.
Successivamente si parte con direzione Nord per visitare l’area del Monte Aragats (le cui vette superano i 4000 m. di altezza) per la visita di Amberd, una possente e imprendibile fortificazione, la cui costruzione iniziò attorno all’anno mille, per presidiare il territorio e il sistema idrico necessario alle terre sottostanti.
A seguire si scende verso il canyon formato dal Fiume Kasakh, ai bordi del quale è stato eretto il Santuario di Saghmosavank (dei Salmi), in un ambiente di serena bellezza.
La chiesa principale del complesso monastico, dedicata a Surb Sion (Santa Sion) fu innalzata nel 1215 sul luogo dove nei primi secoli del cristianesimo già c’era un eremitaggio. L’edificio appartiene al tipo delle chiese cruciformi, con la cupola cosiddetta ad ombrello. Il complesso monastico comprende uno spazioso gavit (nartece, del 1250) e una biblioteca (del 1225), che ci induce a pensare al ruolo di conservazione e copiatura di importanti manoscritti sacri, assegnato al monastero.Si rientra in albergo per la cena e per assistere e – per coloro che lo desiderano – partecipare alla tradizionale preparazione delle uova colorate, che, secondo la consuetudine, decoreranno la tavola il giorno di Pasqua. Pernottamento.

2° GIORNO: 12 Aprile (Domenica di Pasqua)
Yerevan – Zvartnots – Echmiadzin – Yerevan
Dopo colazione, si parte per Echmiadzin (Discesa dell’Unigenito), la “città santa”, sede dei Cristiani armeni e residenza del Catholicos, massima autorità religiosa.
Alla periferia della città, visita alla Chiesa di Santa Hripsime (una monaca di bellissimo aspetto, fuggita da Roma con altre quaranta compagne e con la Madre superiora Gayane, perseguitate e martirizzate) – uno degli edifici sacri più antichi d’Armenia, apprezzato per la sua raffinata architettura.
Alla Santa Sede si visita la Cattedrale, il suo parco e le numerose khachkar – lastre di pietra con la croce scolpita come un prezioso ricamo, tipiche dell’Armenia; si assiste alla Santa Messa pasquale, probabilmente officiata dallo stesso Catholicos, in un tripudio di canti festosi, alla luce tremolante delle candele e tra lo sfarzo dei paramenti liturgici.
Il pranzo di Pasqua si consuma presso una famiglia che, nell’offerta dei cibi, osserva la stretta tradizione.
Proseguimento per visitare i resti della Cattedrale di Zvartnots (patrimonio dell’Umanità Unesco), i più preziosi e più belli dell’Armenia, perché confermano la sua storia e la sua millenaria cultura: questo particolare e unico monumento fu costruito per volere del Catholicos Nerses III°, detto il costruttore, tra il 643 e il 655.
L’interno, decorato da affreschi, mostrava una pianta a croce greca a tre navate e tre piani, mentre l’esterno era costituito da un poligono a trentadue facce che, visto in lontananza, doveva apparire circolare. Rientro a Yerevan.

3° GIORNO: 13 Aprile (Lunedì di Pasqua)
Yerevan – Khor Virap – Noravank – Karahunj – Goris
Colazione e partenza per il monastero di Khor Virap, ubicato alle falde del Monte Ararat, che qui si mostra in tutta la sua imponente maestà: è la montagna sacra agli armeni, che si trova in terra turca per volere di Lenin, che nel 1921 – non si capisce con quale logica – lo “regalò” a Kemal Atatürk.
Il Monastero è stato costruito sulla fossa di pochi metri cubi nella quale fu tenuto prigioniero Gregorio l’Illuminatore, il Santo monaco che tanto si prodigò per far riconoscere il Cristianesimo quale religione di Stato in Armenia e ci riuscì nell’anno 301.
Proseguimento per Noravank – attraverso la stretta gola formata dal Fiume Amaghu, caratterizzata da pareti che incombono a picco sulla strada e da rocce di un particolare colore rosso mattone – e visita del monastero, il cui nucleo più antico risale al IX secolo: capolavoro e “canto del cigno” del famoso scultore e architetto medievale Momik, è particolarmente incantevole dal punto di vista architettonico, per altro inserito in un bellissimo il contesto naturale.
Si continua, verso la cittadina di Sisian, nelle cui vicinanze si trova un singolare monumento: un osservatorio preistorico molto più antico di Stonehenge, costituito da numerosi massi di diverse tonnellate che formano un uccello ad ali dispiegate, recante al centro un uovo: in epoca neolitica, probabilmente, era un luogo in cui venivano effettuate cerimonie alla grande Dea Madre.
Continuazione attraverso un contesto ambientale particolarmente suggestivo – si cammina lungo la “via della seta” – in cui non è raro ammirare uccelli rapaci (falchi ed aquile) in cerca di prede – per giungere alla città capoluogo di Goris (orari permettendo si può dare uno sguardo alla “vecchia Goris”, la città rupestre, costituita da grotte scavate nel tufo, abitata dalla preistoria fin a circa 60/70 anni fa).

4° GIORNO: 14 Aprile, Martedì
Goris – Tatev – Selim – Noraduz – Hayravank – Dilijan
Dopo colazione si parte per la visita al più spettacolare dei monasteri armeni, Tatev: abbarbicato, a strapiombo, sull’orlo del profondo canyon, che lo contorna su tre lati (il quarto è fortificato), si raggiunge per un’aspra via che scende e risale il burrone o, meglio, con la funivia più lunga del mondo (un’unica campata di quasi sei chilometri). Nel medioevo era una famosa università e quindi un notevole centro di cultura.
Si prosegue verso nord, percorrendo la famosa “via della seta” per il Passo Selim (2.410 m) e si sosta al Caravanserraglio medievale, fortificato, eretto nel 1332, ben conservato. Si scende lungo un aperto altopiano in cui non è difficile individuare le aquile, che volano basse in cerca di prede e si costeggia il Lago Sevan (il secondo al mondo per estensione in altura – m 1.900), con ripetuti scorci panoramici. Lungo l’itinerario, visita allo storico Cimitero medievale di Noraduz, che conserva quasi mille khachkar, alcune molto belle, risalenti al medioevo, scolpite con raffigurazioni di scene di vita quotidiana, perciò veramente interessanti sotto il profilo sociologico ed artistico. Si continua per arrivare a Dilijan, cena e pernottamento.

5° GIORNO: 15 Aprile, Mercoledì
Dilijan – Sanahin – Haghpat – Dilijan
Dopo colazione partenza per un’intera giornata di visita ai monasteri più belli ed interessanti dell’Armenia, lungo la valle/canyon formata dal Fiume Debet, fino ai monasteri di Sanahin e Haghpat (patrimonio Unesco). Sono coevi, ubicati sui versanti opposti del canyon: erano centri medievali di cultura ed università, in cui s’insegnava l’intero scibile umano. Ad Haghpat è conservata una delle più belle e singolari Khachkar, che rappresenta il Cristo Redentore.

6° GIORNO: 16 Aprile, Giovedì
Dilijan – Garni – Geghard – Yerevan
Dopo colazione, si parte per la penisola collinare di Sevan, sulla cui cima è ubicato l’omonimo monastero – Sevanavank, dal quale lo sguardo può spaziare sulla vastità dell’orizzonte. Continuazione per il villaggio di Garni e visita al famoso Tempio d’epoca romana dedicato al Dio Sole e alla circostante area archeologica. Il tempio fu fatto edificare dal re armeno Tiridate I – nel I secolo – e, dopo la conversione del paese al cristianesimo, divenne la residenza estiva dei reali armeni.
Proseguimento per il Monastero di Geghard, uno dei più significativi della religione armena, apice dell’architettura medievale (XIII sec.), scavato parzialmente nella roccia della montagna adiacente, in un ambito di eccezionale bellezza naturale – patrimonio Unesco dal 2000, insieme all’Alta Valle del Fiume Azat. L’itinerario prosegue verso Yerevan.
Se la programmazione cittadina di Yerevan lo consente, partecipazione ad uno spettacolo musicale o all’opera, nell’apposito teatro.

7° GIORNO: 17 Aprile, Venerdì
Yerevan – Giro turistico della città:
Dopo colazione, visita al Matenadaran, edificio intitolato al monaco Mesrop Mashtots, che custodisce più di 17.000 manoscritti e circa 100.000 documenti d’archivio, medievali e moderni – il Matenadaran conta opere in più di 2.000 lingue diverse. Senza dubbio la più imponente istituzione del suo genere al mondo, per quanto riguarda il patrimonio culturale armeno.
Visita al Museo di Storia nazionale, che consentirà di ottenere – seppur in modo sintetico – un inquadramento storico/sociale del territorio armeno e della civiltà che su di esso si è evoluta nel corso dei secoli.
Nel pomeriggio, visita alla “Cascade”, un singolare parco cittadino, formato da una imponente e lunga scalinata – intervallata da fontane, statue (anche di grandi scultori di valenza internazionale), piccoli giardini pensili, sale multifunzione, museo – dall’alto della quale si gode di un panorama eccezionale sulla città e sul biblico Monte Ararat.
Tempo libero a disposizione di ciascuno, quindi “cena d’arrivederci” e pernottamento.

8° GIORNO: 18 Aprile, Sabato
In conformità all’operativo voli, partenza per il rientro a casa.

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA