Sulle orme di Papa Francesco

Pellegrinaggio – 8 giorni / 7 notti

PROGRAMMA E ITINERARIO
1° GIORNO: Yerevan, Giro turistico della città
Arrivo a Zvartnots (aeroporto internazionale di Yerevan); disbrigo delle formalità doganali e burocratiche; accoglienza, trasferimento in albergo, sistemazione (se l’arrivo è previsto di primo mattino, riposo per qualche ora).
Visita al Museo di Storia nazionale, che consentirà di ottenere – seppur in modo sintetico – un inquadramento storico/sociale del territorio armeno e della civiltà che su di esso si è evoluta nel corso dei secoli; il museo è ubicato in Piazza Republica, in cui il Santo Padre Francesco ha tenuto l’incontro ecumenico e la preghiera per la pace; (pranzo)
visita al Tsitsernakaberd (fortezza delle rondini) – monumento commemorativo del genocidio armeno e al relativo museo, che raccoglie le testimonianze scritte e le immagini del primo e pianificato stermino di massa del ‘900. Cena e pernottamento (eventuale dopocena facoltativo: passeggiata a piedi alla “Cascade”, una scalinata panoramica che sale su una collina, dalla quale si gode di un panorama eccezionale sulla citta: vi si trovano fontane, sculture contemporanee, musei e gallerie – aperte solo di giorno). Cena e pernottamento.

2° GIORNO: Yerevan – Echmiadzin – Fortezza di Dashtadem – Gyumri
Dopo colazione, partenza per la visita ai resti della Cattedrale di Zvartnots (VII sec., sito Unesco): ai suoi tempi era un edificio dalle proporzioni architettoniche straordinarie per l’equilibrio dei volumi – l’interno presentava una pianta a croce greca e le pareti affrescate e l’esterno si mostrava a trentadue facce su tre piani distinti.
Proseguimento per la città santa di Echmiadzin (Discesa dell’Unigenito) e sopralluogo alla Santa Sede dei Cristiani armeni e residenza del Catholicos, massima autorità religiosa; qui si può assistere alla processione e alla liturgia solenne, accompagnata dai canti (solo di domenica); visita della Cattedrale, del suo parco e delle numerose khachkar – lastre di pietra con la croce scolpita, come un ricamo, tipiche dell’Armenia – poste sulle tombe di alcuni Catholicos. (pranzo)
Alla periferia della città, visita alla Chiesa di Santa Hripsime (una monaca di bellissimo aspetto, fuggita da Roma con altre quaranta compagne e con la Madre superiora Gayane, perseguitate e martirizzate), uno degli edifici sacri più antichi d’Armenia, apprezzato per la sua raffinata architettura – pianta cruciforme con cupola – e considerato paradigma di molte altre chiese armene. Visita alla Chiesa di Santa Gayane, le cui reliquie sono conservate nella cripta che fu fatta costruire da San Gregorio l’Illuminatore.
Proseguimento per Gyumri: lungo l’itinerario, breve sosta ai resti del caravanserraglio medievale di Aruch, una bella struttura risalente al 13° secolo, ubicata lungo la via che legava la vecchia capitale Ani (la città delle cento chiese, attualmente lasciata cadere in rovina, in territorio turco – si può vedere con un binocolo dalla linea di frontiera) con la nuova Dvin e visita alla fortezza di Dashtadem, una rocca del 10° secolo, a pianta ottagonale con bastioni: all’interno un mastio pressoché inespugnabile – costituito da quattro torri semicircolari – e una coeva cappella dedicata a San Giovanni (ricostruita). Cena e pernottamento.

3° GIORNO: Gyumri – Harichavank – Saghmosavank – Amberd – Yerevan
Gyumri è la seconda città dell’Armenia per numero di abitanti (città colta e ricca, che un tempo rivaleggiava con Tbilisi e Baku per cultura, raffinatezza, eleganza).
Dopo colazione, visita al centro città e alla chiesa armena di Surb Astvatsatsin, ubicata in Piazza Vardanants, dove Papa Francesco ha celebrato la santa messa; a seguire visita alla Cattedrale Armeno Apostolica delle Sette Piaghe e alla Cattedrale Armeno Cattolica dei Santi Martiri, ambedue inserite nel programma di visita del Santo Padre a Gyumri.
Proseguimento per il monastero di Harichavank (VII – XIII secc.) situato alle falde occidentali del Monte Aragats (alto oltre quattromila metri), fatto costruire da Zakara Mandatorta I, guida degli Armeni e dei Georgiani, allievo della Regina Tamara, come risulta da una iscrizione posta su uno dei muri esterni della chiesa. È stato costruito ai bordi di un piccolo canyon, al di là del quale si trova una rocca del terzo millennio a.C. e un antichissimo cimitero (pranzo lungo il percorso).
Continuazione prima verso Est e poi a Sud, per aggirare il massiccio del Monte Aragats fino al Monastero di Saghmosavank (“dei Salmi”): eretto nel 1215 a bordo di un profondo canyon, scavato dal Fiume Kassakh, nel luogo in cui già nei primi secoli del cristianesimo c’era un eremitaggio, consta della chiesa principale (Surb Sion – appartiene al tipo delle chiese cruciformi a cupola), di un gavit o nartece, di una biblioteca e di un’altra piccola chiesa dedicata a Surb Astvatsatsin (Santa Madre di Dio).
A seguire, si risale il pendio del Monte Aragats fino alla Fortezza di Amberd una possente e imprendibile fortificazione, abbarbicata alla montagna, la cui costruzione iniziò attorno all’anno mille, per presidiare il territorio e il sistema idrico necessario alle terre sottostanti (comprendeva le terme e una chiesa fatta erigere dal condottiero e principe Vahram Pahlavuni nel 1026, sotto il regno del Re Gagik). La giornata si conclude a Yerevan, dove si cena e si pernotta.

4° GIORNO: Yerevan – Khor Virap – Noravank – Noraduz – Dilijan
Dopo colazione, partenza per il santuario fortificato di Khor Virap (inserito nel programma di visita papale): si trova a brevissima distanza dal confine turco, proprio alle falde del biblico Monte Ararat, che qui si mostra in tutta la sua imponente maestà; breve sopralluogo al monastero, ai dintorni e continuazione per il Complesso monumentale religioso di Noravank, situato in posizione strategica e spettacolare, alla testata della gola, formata dal Fiume Amaghu, le cui pareti, complice il sole, si colorano di un particolare rosso mattone. Il Monastero è il capolavoro del famoso architetto e scultore medievale Momik (pranzo).
Si prosegue verso Nord, percorrendo la famosa “via della seta” per il Passo Selim (2.410 m) e si sosta al caravanserraglio medievale, eretto nel 1332. Si scende e si costeggia il lago, con ripetuti scorci panoramici. Lungo l’itinerario, visita allo storico Cimitero medievale di Noraduz, che conserva quasi mille khachkar, alcune molto belle, risalenti al medioevo. Si continua per arrivare a Dilijan, ancor oggi gettonata meta turistica nazionale, dove si cena e si pernotta.

5° GIORNO: Dilijan – Haghartsin – Sanahin – Haghpat – Dilijan
Dopo colazione, si parte per il Monastero di Haghartsin – “danza delle aquile”. La sua bellezza risiede, oltre che nella superba, elegante, architettura, nella sua posizione di isolamento tra i boschi, all’interno del suggestivo Parco Nazionale di Dilijan. Si continua lungo la valle/canyon formata dal Fiume Debet, fino ai monasteri di Sanahin e Haghpat (patrimonio Unesco) (pranzo lungo il percorso). Sono coevi, ubicati sui versanti opposti del canyon: erano centri medievali di cultura ed università, in cui s’insegnava l’intero scibile umano. Ad Haghpat è conservata una delle più belle e singolari Khachkar, che rappresenta il Cristo Redentore.
Si fa ritorno a Dilijan e, tempo permettendo, si effettua un breve sopralluogo alla “Strada Sharambeyan”, considerata come “vecchia Dilijan”. Cena e pernottamento.

6° GIORNO: Dilijan – Sevanavank – Garni – Geghard – Yerevan
Dopo colazione, si parte per la penisola collinare di Sevan, sulla cui cima è ubicato l’omonimo monastero – Sevanavank – dal quale lo sguardo può spaziare sulla vastità dell’orizzonte. Continuazione per il villaggio di Garni e visita al famoso Tempio d’epoca romana dedicato al Dio Sole e alla circostante area archeologica. Il tempio fu fatto edificare dal re armeno Tiridate I – nel I secolo – e, dopo la conversione del paese al cristianesimo, divenne la residenza estiva dei reali armeni (pranzo).
Proseguimento per il Monastero di Geghard, uno dei più significativi della religione armena, apice dell’architettura medievale (XIII sec.), scavato parzialmente nella roccia della montagna adiacente, in un ambito di eccezionale bellezza naturale – patrimonio Unesco dal 2000, insieme all’Alta Valle del Fiume Azat. L’itinerario prosegue verso Yerevan, dove si cena e si pernotta.

7° GIORNO: Yerevan
Dopo colazione, visita un tipico e colorito mercato della frutta e delle spezie; sopralluogo ad un laboratorio artigianale di tappeti per curiosare sulla lavorazione e sulla storia dei tappeti armeni, con presentazione delle attività e dimostrazione ai telai (possibilità di acquisti) (pranzo); visita al Matenadaran, edificio intitolato al monaco Mesrop Mashtots, che custodisce più di 17.000 manoscritti e circa 100.000 documenti d’archivio, medievali e moderni – il Matenadaran conta opere in più di 2.000 lingue diverse. Senza dubbio la più imponente istituzione del suo genere al mondo, per quanto riguarda il patrimonio culturale armeno; eventuale tempo a disposizione, “cena d’arrivederci” e pernottamento.

8° GIORNO: dopo colazione (se non è compatibile con l’orario dei voli l’albergo offrirà una colazione “al sacco”) partenza per l’aeroporto e volo di rientro.

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA