Tour Armenia e Georgia porte dell’Oriente

Tour Classico – 8 giorni / 7 notti

Il “viaggio” basato sul presente itinerario si prefigge l’obiettivo di fornire una idea, seppur sommaria, dei territori armeno e georgiano – con gli ambienti, i panorami, le linee dell’orizzonte – e della cultura che su tali territori si è sviluppata fin dalla notte dei tempi: reperti archeologici danno conto che già seimila anni fa, qui la civiltà era evoluta e raffinata (si calzavano scarpe in pelle e si lavorava il vino – sito archeologico Areni 1).
Il profondo sentimento mistico della gente, che per prima ha fermamente confidato nella fede cristiana, grazie alla predicazione degli Apostoli – Taddeo, Bartolomeo, Simone, Andrea, Tommaso – ha dato luogo, fin dal IV secolo, ad un’architettura religiosa di stupenda bellezza, che tuttora commuove e che vale la pena esplorare. Buon viaggio!

PROGRAMMA E ITINERARIO
1° GIORNO: Yerevan – Giro turistico della città
Arrivo, di primo mattino, a Zvartnots (aeroporto internazionale di Yerevan); disbrigo delle formalità burocratiche; accoglienza, trasferimento in albergo (colazione) e sistemazione. Dopo qualche ora di riposo (colazione), visita al Matenadaran, edificio intitolato al monaco Mesrop Mashtots, che custodisce più di 17.000 manoscritti e circa 100.000 documenti d’archivio, medievali e moderni. Tali documenti riguardano le più disparate branche del sapere, tra cui geografia, medicina, teologia, storia, scienze naturali. Oltre a migliaia di manoscritti in armeno, antico e moderno, il Matenadaran conta opere in più di 2.000 lingue diverse. Senza dubbio la più imponente istituzione del suo genere al mondo, per quanto riguarda il patrimonio culturale armeno. Il Matenadaran è seguito, per numero e rilevanza di manoscritti conservati da altri centri di cultura armena, dalla collezione del monastero dell’Ordine Mekhitarista di San Lazzaro degli Armeni a Venezia (4.000 manoscritti) e dalla collezione, all’incirca della stessa grandezza, di cui dispone il Patriarcato armeno di Gerusalemme. Pranzo.
Nel pomeriggio, breve visita al Museo di Storia di Yerevan, città molto antica, fondata nel 782 a.C. (circa trent’anni dopo la fondazione di Roma). A seguire sopralluogo alle famose cantine vinicole Ararat (Winston Churchill, noto estimatore del brandy, si serviva qui, perché riteneva l’Ararat il miglior brandy al mondo!), ai laboratori d’invecchiamento (con degustazioni) ed al relativo museo. Cena e pernottamento.

2° GIORNO: Yerevan – Geghard – Garni – Khor Virap – Yerevan
Dopo colazione, partenza per il villaggio di Garni e visita al famoso Tempio d’epoca romana dedicato al Dio Sole (ἥλιος – ου “hélios – ou”) e alla circostante area archeologica (che mostra i reperti delle terme romane, i resti di una chiesa del VII sec. e un curioso vishap – pietra scolpita a forma di drago che segnalava la presenza di acqua e ne misurava il livello). Il tempio fu fatto edificare dal re armeno Tiridate I – nel I secolo – e, dopo la conversione del paese al cristianesimo, divenne la residenza estiva dei reali armeni. Si erge in un’area strategica, difesa su tre lati dalle pareti a picco che danno sulla sottostante valle del Fiume Azat, e da una possente fortificazione costituita da giganteschi blocchi e che comprendeva ben 14 torri difensive. Continuazione per Geghardavank, uno dei monasteri più significativi della religione armena, apice dell’architettura medievale (VII sec.), scavato parzialmente nella roccia, in un ambito di eccezionale bellezza naturale – sito Unesco dal 2000, insieme all’Alta Valle del Fiume Azat. Pranzo.
Nel pomeriggio, proseguimento in direzione Sud per la visita al Santuario fortificato di Khor Virap alle falde del Monte Ararat, dove San Gregorio l’Illuminatore – colui che introdusse il cristianesimo in Armenia – fu tenuto prigioniero, per 13 anni, in una buca di pochi metri cubi, tuttora visitabile. Il colpo d’occhio è davvero stupefacente, se si ha la fortuna di una giornata ventosa e con il cielo terso, che dà la possibilità di ammirare il Monte Ararat in tutta la sua biblica maestosità. Dopo la visita al complesso religioso ed una breve ricognizione dei dintorni, rientro a Yerevan per la cena e il pernottamento. Dopo cena, orari permettendo, visita notturna alla “Cascata monumentale”, particolare parco cittadino costituito da una imponente scalinata che si arrampica su una collina (monumenti, fontane, museo, ecc.) dalla quale si gode di una magnifica vista sul centro cittadino e (di giorno) sul Monte Ararat.

3° GIORNO: Yerevan – Echmiadzin – Zvartnots – Lago Sevan – Dilijan
Dopo colazione, partenza per la cittadina di Echmiadzin, (Discesa dell’Unigenito) per il sopralluogo alla Santa Sede dei Cristiani armeni e residenza del Katolikos, massima autorità religiosa. Alla periferia della città, visita alla Chiesa di Santa Hripsime (una monaca di bellissimo aspetto, fuggita da Roma con altre quaranta compagne, per sottrarsi alle pressanti attenzioni amorose dell’Imperatore romano, perseguitata e martirizzata per gli stessi motivi dal Re armeno Tiridate III), una delle chiese più antiche d’Armenia, apprezzata per la sua raffinata architettura – pianta cruciforme con cupola – e considerata paradigma di molti altri edifici sacri armeni. Alla Santa Sede si può assistere alla liturgia (solo di domenica); visita alla Cattedrale, al suo parco e alle numerose khachkar, poste sulle tombe di alcuni Katolikos. Lungo l’itinerario, qualche chilometro prima di Echmiadzin, visita al Sito Archeologico di Zvartnots (in armeno “Angelo del cielo”), che mostra i resti della maestosa Cattedrale di San Gregorio, costruita fra il 643 e il 652 dal Katolikos Nerses III, detto, appunto, il costruttore, che vi spostò la Santa Sede patriarcale. La Cattedrale venne eretta dove si credeva fosse avvenuto un incontro fra il re Tiridate III e San Gregorio I’Illuminatore. Purtroppo, l’Armenia nel 930 fu colpita da un forte terremoto e la chiesa venne distrutta e rimase sepolta fino alla sua riscoperta nel 1900. Nel sito si sono compiuti scavi archeologici fra il 1900 e il 1907, che hanno portato alla luce le fondamenta della Cattedrale, i resti del palazzo del Katolikos e una cantina. Inoltre è stata rinvenuta una stele del periodo del Regno di Urartu. Lo stile architettonico della cattedrale è un misto fra lo stile armeno e quello bizantino L’interno della chiesa – pianta a croce greca a tre navate – era finemente decorato con affreschi e l’esterno si presentava come un poligono a trentadue facce. Pranzo.
Nel pomeriggio, partenza per il Lago Sevan – il secondo più grande al mondo in altitudine (m 1.900 s.l.m.) – e visita all’omonimo monastero – Sevanavank – ubicato in vetta ad una graziosa collina peninsulare (isola, prima dei disastrosi lavori di abbassamento del livello delle acque), dalla quale lo sguardo può spaziare sulla vastità dell’orizzonte. Dopo il sopralluogo al santuario, continuazione per la cittadina di Dilijan. Arrivo in Albergo per la cena e il pernottamento.

4° GIORNO: Dilijan – Sanahin – Haghpat – Akhtala – Tbilisi
Dopo colazione, partenza per la visita a due monumenti di raro valore storico/artistico, ambedue iscritti all’elenco dei beni patrimonio dell’umanità tenuto dall’Unesco: i monasteri di Sanahin e di Haghpat, eretti, secondo la leggenda, da due architetti – padre e figlio – nei rispettivi, omologhi villaggi (pranzo a Sanahin). Coevi, ubicati uno di fronte all’altro, divisi da un suggestivo canyon, questi complessi religiosi furono centri di cultura e di sapere, dotati di importanti biblioteche, nei quali si insegnavano sia le scienze umane (teologia, filosofia, grammatica, retorica,…) sia le discipline scientifiche (matematica, medicina e farmacia, architettura…) sia ancora le arti liberali (pittura, scultura, miniatura, erboristeria, musica e canto,…).
Proseguimento per la frontiera con la Georgia. Orari permettendo, breve visita al bellissimo monastero fortificato di Akhtala, costruito alla fine del X secolo. Le origini del villaggio risalgono all’età del bronzo e del ferro (sono state scoperte oltre 500 tombe risalenti all’VIII secolo a. C. contenenti diversi e disparati reperti in argilla, bronzo e ferro). La fortezza e il monastero furono costruiti dai Bagratunidi, una delle più importanti dinastie principesche armene; alla fine del XII secolo, il monastero passò alla fede calcedoniana e divenne cuore religioso degli armeni calcedonensi e anche centro di formazione ecclesiale armeno-georgiana e greco-ortodossa. Attualmente il monastero è visitato da pellegrini armeni, greci e georgiani e costituisce uno dei più notevoli esempi di “monasteri affrescati” dell’Armenia.
Alla frontiera – Bagratashen/Sadakhlo – incontro con la guida georgiana, cambio di pullman, disbrigo delle formalità doganali e trasferimento a Tbilisi. Cena in ristorante, sistemazione in albergo, e pernottamento.

5° GIORNO: Tbilisi – Giro turistico della città – Kazbegi
Dopo colazione, visita guidata alla capitale della Georgia. Fondata nel V secolo dal re di Kartli, Vakhtang Gorgasali (anche se studi archeologici hanno rivelato che il questo territorio fu stato abitato già nel quarto millennio a.C.), Tbilisi oggi è un importante centro industriale, commerciale e socio/culturale. Situata strategicamente al crocevia tra Europa e Asia, lungo la storica “via della seta”, Tbilisi è stata spesso un acceso punto di contesa tra varie potenze rivali e tra imperi. La città storicamente è stata la patria di popoli provenienti da diverse culture, religioni ed etnie ed è per questo che offre una grande varietà di monumenti, la maggior parte dei quali molto antichi. Si visiteranno: La chiesa di Metekhi (XIII sec.), Le Terme Sulfuree, la Fortezza di Narikala (IV sec.), una delle fortificazioni più vecchie della città, la Sinagoga, la Cattedrale di Sioni (VII sec.) e la Basilica di Anchiskhati (VI sec.). Pranzo
Proseguimento verso nord per i paesaggi bellissimi dei monti del Grande Caucaso, lungo la Grande Strada Militare Georgiana, che porta a Kazbegi, la città principale della regione. Tempo permettendo, si potrà dare un’occhiata ad uno dei ghiacciai più alti del Caucaso, il monte Kazbegi (5047 m). Sistemazione in albergo, cena ed eventuale tempo libero. Pernottamento a Kazbegi.

6° GIORNO: Kazbegi – Mtskheta – Ananuri – Tbilisi
Dopo colazione, su fuoristrada – circa un quarto d’ora di percorso per coprire un dislivello di 500 m – si sale alla località di Gergeti per visitare la magnifica Chiesa della Trinità (detta di Gergeti) a 2.170 m di altezza; nota anche come Tsminda Sameba, fu costruita nel XIV secolo ed è l’unica chiesa con struttura a croce inscritta nell’area di Khevi. La sua posizione isolata, sulla cima di una ripida montagna, circondata dalla vastità del paesaggio naturale ha reso la chiesa un autentico simbolo della Georgia: nei momenti di pericolo, per guerre, rivoluzioni, invasioni, le preziose reliquie religiose, custodite normalmente a Mtskheta, venivano portate qui, al fine di essere messe al sicuro. Il campanile che affianca la chiesa è coevo. Proseguimento, in direzione Sud, per il castello di Ananuri, antica dimora dei duchi di Aragvi, una dinastia feudale che governava la zona nel XIII sec. Lungo il corso dei secoli, il castello fu teatro di numerose battaglie. Le fortificazioni consistono di due castelli uniti da una cortina merlata. La fortificazione superiore con una grande torre quadrata, nota come Sheupovari, è ben conservata mentre quella inferiore, con una torre circolare, è in gran parte in rovina. All’interno del complesso, tra gli altri edifici, ci sono due chiese. La chiesa più antica, dedicata alla Vergine, risale alla prima metà del XVII sec., ed è stata costruita in cotto: l’interno non è più decorato, ma risulta interessante un seicentesco baldacchino in pietra; la Chiesa più grande intitolata all’Assunta fu costruita alla fine del XVII sec. Si tratta di una struttura centrale con cupola in stile e facciate riccamente decorate; contiene anche i resti di una serie di affreschi, la maggior parte dei quali sono stati distrutti dal fuoco, nel corso dell’Ottocento. Di suggestiva bellezza risulta tutto l’ambiente nella considerazione che il castello è ubicato ai bordi di un incantevole lago. Pranzo.
Nel pomeriggio, continuazione per Mtskheta, una delle più antiche città della Georgia, a circa 20 chilometri a Nord di Tbilisi, alla confluenza dei fiumi Mtkvari e Aragvi. È stata la capitale del primo regno georgiano dal III secolo a.C. al V secolo d.C. e fu il luogo in cui si svolsero le prime attività cristiane e dove la cristianità venne proclamata religione di stato, nel 317. Mtskheta è tuttora la sede della Chiesa apostolica autocefala ortodossa georgiana. Nonostante che già dall’inizio del IV secolo la capitale fosse stata spostata a Tbilisi, Mtskheta continuò ad essere il luogo di incoronazione e di sepoltura della maggior parte dei re georgiani, quasi fino alla fine del XIX secolo: essa è la città più religiosa della Georgia e tra i suoi monumenti, più significativi, non si può non visitare il Duomo di Svetitskhoveli (XI sec.), dov’è sepolta la tunica di Cristo e il Monastero di Jvari (VI sec.). Rientro a Tbilisi per la cena e il pernottamento.

7° GIORNO: Tbilisi – Alaverdi – Gremi – Telavi – Tsinandali – Tbilisi
Dopo colazione, giornata interamente dedicata alla regione Kakheti, dove vigneti, insediamenti monastici e pittoresche cittadine caratterizzano il paesaggio rurale. Si visiteranno: la maestosa Cattedrale (Monastero) di Alaverdi fatta costruire all’inizio dell’XI secolo dal re Kvirike (20 km a Nord-Ovest di Telavi – graziosa cittadina capoluogo di regione). Prima dell’intervento reale, sul posto esisteva un centro di culto pagano dedicato alla Luna; successivamente, un piccolo monastero con chiesa, dedicata a San Giorgio, fu fondato nel VI sec. dal monaco Joseph (Yoseb, Amba), uno dei tredici Padri siriaci della chiesa ortodossa georgiana. Con un’altezza di oltre 55 metri, la Cattedrale (Monastero) di Alaverdi è il secondo edificio religioso più alto della Georgia – dopo la recente costruzione della nuova cattedrale di Tbilisi ed il principale centro spirituale del Kakheti, fonte di grande orgoglio e di profondo amore per tutta la popolazione locale. Alaverdi è il fulcro di una importante e sentita celebrazione religiosa annuale, detta Alaverdoba.
Proseguimento per la piccola, ma imponente cittadella di Gremi, capoluogo del Kakheti dal XV al XVII secolo, situata su una imprendibile collina nei pressi del villaggio di Eniseli: sono di notevole bellezza, sia la chiesa che il castello (suggestivo gabinetto medievale). Ripresa del viaggio verso Tsinandali per ammirare la villa/museo e il bellissimo giardino (in parte all’italiana) del nobile Principe georgiano Alexander Chavchavadze (figlioccio della zarina Caterina II di Russia), che introdusse in Georgia il metodo di vinificazione europeo; visita dell’enoteca ed eventuale degustazione. Pranzo presso una famiglia locale.
Nel pomeriggio rientro a Tbilisi, eventuale tempo libero, cena e pernottamento.

8° GIORNO: Tbilisi – Partenza
Di primo mattino, dopo colazione (se non è compatibile con l’orario dei voli, l’albergo offrirà una colazione “al sacco”) partenza per l’aeroporto e volo di rientro.

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA

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