Armenia & Georgia

In viaggio di nozze – 15 giorni / 14 notti

Cultura, enogastronomia, mare, benessere e riposo

Lasciatevi ben consigliare per progettare il viaggio più romantico della vostra vita: è quello che vi ricorderete “per sempre”!
Noi vi suggeriamo l’Armenia e la Georgia – le “Porte dell’Oriente” – una destinazione insolita, dove si respira un’aria piena di magia, tra gli scorci singolari del paesaggio, le suggestioni di una storia antica, l’austerità dei monumenti, la struggente armonia architettonica dei monasteri, i curiosi segreti delle città rupestri, i piaceri esotici della gastronomia, la simpatia della gente, accogliente per natura.
Lasciatevi sedurre dallo “inconsueto”, per vivere l’occasione del vostro viaggio di nozze come un’esperienza straordinaria e meravigliosa, nel fascino senza tempo dell’altopiano che si adagia tra Ararat e Caucaso.
La Via della Seta, la Regina Tamara, le città di Tbilisi, Yerevan, Mtskheta, Echmiadzin, i castelli, i monasteri e i caravanserragli resteranno impressi nella vostra memoria non meno delle coccole reciproche che vi sarete scambiati negli alberghi lussuosi e confortevoli che vi abbiamo riservato.
Converrete con noi: è molto più di un viaggio turistico! Alla fine vi rilasserete in un prestigioso hotel di una altrettanto prestigiosa località balneare del Mar Nero.
Auguri!

PROGRAMMA ITINERARIO
1° GIORNO: arrivo all’aeroporto di Zvartnots (Yerevan); disbrigo delle formalità burocratiche, accoglienza, trasferimento in hotel, sistemazione ed eventuale riposo. In tarda mattinata è previsto l’incontro con la guida per l’illustrazione del programma; breve passeggiata in centro città. Pranzo in un locale etnico, con menù tipico armeno.
Nel pomeriggio si visitano le famose Cantine vinicole Ararat (Winston Churchill, noto estimatore del brandy, si serviva qui, perché riteneva l’Ararat il miglior brandy al mondo – per la prima volta, glielo fece assaggiare Stalin, in occasione della conferenza di pace a Jalta!), ai laboratori d’invecchiamento dei liquori (con degustazioni) ed al relativo museo.
Si continua con la visita al Matenadaran (biblioteca), edificio intitolato al monaco Mesrop Mashtots (inventore dell’alfabeto armeno), che custodisce più di 17.000 manoscritti e circa 100.000 documenti d’archivio, medievali e moderni. Tali documenti riguardano le più disparate branche del sapere, tra cui geografia, medicina, teologia, storia, scienze naturali. Oltre a migliaia di manoscritti in armeno, antico e moderno, il Matenadaran conta opere in più di 2.000 lingue diverse. Senza dubbio, è la più imponente istituzione del suo genere al mondo, per quanto riguarda il patrimonio culturale armeno. Il Matenadaran è seguito, per numero e rilevanza di manoscritti conservati, da altri centri di cultura armena: la biblioteca del Monastero dell’Ordine Mechitarista di San Lazzaro degli Armeni a Venezia (4.000 manoscritti) e la collezione, all’incirca della stessa grandezza, di cui dispone il Patriarcato armeno di Gerusalemme.
A seguire, visita ad un laboratorio artigianale per la produzione di tappeti: presentazione dell’attività attraverso notizie sulla tradizione dei tappeti armeni, mentre si ammirano le donne che tessono al telaio, le lane colorate e gli altri strumenti di lavoro (possibilità di prenotare e acquistare i tappeti).
Un fotografo professionista scatterà una foto/ricordo alla coppia, che nel frattempo avrà indossato i costumi tipici armeni: verrà stampata e regalata in un elegante confezione (in questa circostanza si potranno ordinare ulteriori “scatti” – a prezzi di favore – con i quali realizzare un simpatico ed elegante album o un montaggio con aggiunta di una colonna sonora/musica tipica armena).
Cena a lume di candela in un locale “in” della capitale, con sottofondo musicale dal vivo. Rientro in albergo per il pernottamento.

2° GIORNO: dopo colazione, tempo libero a disposizione per un sopralluogo personale in centro città; pranzo in un ristorante etnico, con menù internazionale.
Nel pomeriggio, partenza per il Villaggio di Garni per visitare il famoso Tempio d’epoca romana, dedicato al Dio Sole, e alla circostante area archeologica (che mostra i reperti delle terme romane, i resti di una chiesa del VII sec.). Il tempio fu fatto edificare dal Re armeno Tiridate I – nel I secolo – e, dopo la conversione del Paese al Cristianesimo, divenne la residenza estiva dei reali armeni. Si erge in un’area strategica, difesa su tre lati dalle pareti a picco che danno sulla sottostante valle del Fiume Azat, e, sul quarto lato, da una possente fortificazione costituita da giganteschi, ciclopici blocchi e che comprendeva ben quattordici torri difensive. A seguire, si visita il Monastero di Geghard (“Della Lancia”), dedicato alla lancia con la quale il legionario Longino trafisse il costato di Cristo (perché qui era conservata la relativa reliquia, che oggi si trova nel Museo della Cattedrale di Echmiadzin). Il Monastero – iscritto dall’Unesco tra i beni che costituiscono il patrimonio dell’umanità – consta di un complesso di edifici e di ambienti ipogei, parzialmente scavati a mano nella roccia viva, e sembra sia stato fondato, nel IV secolo, direttamente da Surb Grigori Lusavorich (San Gregorio I’Illuminatore). La sua forma architettonica attuale, risale al 1200: i principi Zakarian fecero costruire la Chiesa di Surb Astvatsatsin (Santa Madre di Dio), attorno al 1215 e vi poterono apporre il proprio stemma; nel 1240 un altro principe locale realizzò estesi lavori, incluso lo scavo di due cappelle e del mausoleo per la propria famiglia, dominato da un rilievo raffigurante due leoni e un’aquila. Il “Monastero della lancia” divenne rapidamente famoso per la scuola e per lo scriptorium; la zona in cui sorge si trova in una gola piuttosto stretta piena di grotte (usate, spesso, come abitazioni dai monaci stessi) contrassegnate da numerose e antiche khachkar – le tipiche croci armene, scolpite come ricami sulle pietre locali, rosse e grigie.
Rientro a Yerevan per la cena in un ristorante etnico. Dopo cena, visita notturna alla “Cascata monumentale” – particolare parco cittadino – formato da un’imponente scalinata, artisticamente illuminata, che si arrampica su una collina (monumenti, fontane, museo, ecc.) – dal quale si ha una magnifica vista sul centro cittadino e (di giorno) sul biblico Monte Ararat. Rientro in albergo per il pernottamento.

3° GIORNO: dopo colazione (di buon mattino, per la gran quantità di monumenti e testimonianze da visitare), si parte per il Santuario fortificato di Khor Virap alle falde del Monte Ararat: qui San Gregorio l’Illuminatore – che introdusse il Cristianesimo in Armenia – fu tenuto prigioniero, per tredici anni, in una buca di pochi metri cubi, tuttora visitabile. Breve sopralluogo al monastero, ai dintorni e continuazione per Areni, capoluogo della regione viti/vinicola nazionale, dove sono stati trovati reperti archeologici che attestano la produzione del vino a oltre seimila anni fa (se ci saranno le condizioni si visiterà la grotta “Areni 1” dove sono stati trovati questi reperti – nella stessa grotta è stata anche rinvenuta la scarpa più vecchia di cui si abbia mai avuto prova, anch’essa databile a oltre seimila anni fa). Tempo permettendo, visita alla chiesa di Sourb Astvatsatsin, progettata e realizzata dal famoso architetto e scultore medievale Momik, del quale si possono ammirare stupefacenti bassorilievi. Pranzo in una delle grotte che si affacciano sulle colorate, strapiombanti pareti della gola formata dal Fiume Amaghu (o presso il ristorante del Monastero di Noravank o presso una cantina vinicola, con degustazione di vini di particolare pregio).
Nel pomeriggio, si visita il circostante complesso monumentale religioso di Noravank, situato in posizione strategica e spettacolare, alla testata della gola, le cui pareti, complice il sole, si colorano di un particolare “rosso mattone”. La costruzione più antica risale ai secoli IX/X, ma purtroppo non ha resistito al tempo, all’incuria umana, ai terremoti. La chiesa principale è quella di San Karapet, costruita nel 1227, con il nartece che mostra due timpani originalissimi. La chiesa è il capolavoro e il “canto del cigno” di Momik. Il basso-rilievo sul timpano dell’entrata e i finestrini della facciata Ovest sono molto interessanti dal punto di vista architettonico. La costruzione Sud rappresenta il campanile/mausoleo dedicato a Sourb Astvatsatsin, a due piani: il livello inferiore e stato utilizzato quale mausoleo per i principi della famiglia Orbelyan; quello superiore, la chiesa vera e propria, è accessibile solo da due strette scale, poste a sbalzo sulla facciata. Nei secoli XII-XIV Noravank fu cattedra vescovile della regione di Syunik e il centro religioso e d’arte più importante d’Armenia.
Si riparte alla volta del Passo Selim (2410 m), lungo la famosa “via della seta” e si sosta, nei pressi del passo stesso, per visitare il Caravanserraglio medievale, eretto nel 1332 dal principe Chesar Orbelian, restaurato magistralmente e ottimamente mantenuto. Il passo dà accesso a un vasto altopiano dov’è frequente osservare le aquile che perlustrano il terreno in cerca di prede; proseguimento per il sottostante Lago Sevan – il secondo più grande al mondo in altitudine (m 1900 s.l.m.) – e visita al Cimitero medievale di Noraduz, che conserva quasi mille khachkar, alcune molto belle, risalenti al medioevo.
Si prosegue per la cittadina di Tsaghkadzor: sistemazione in albergo e tempo libero per un bagno in piscina o una sauna, dei massaggi e alcuni esercizi fisici in palestra. Cena e pernottamento.

4° GIORNO: dopo colazione, si visita il Complesso monumentale di Kecharis, fatto costruire da Grigor Maghistros Pahlavuni – diplomatico ed importante uomo politico – all’inizio dell’anno mille (i lavori si protrassero per altri due secoli); è costituito da più edifici religiosi di cui il più importante è la chiesa di San Gregorio, che presenta delle architetture ardite e armoniose, come il nartece, retto da possenti colonne. Pranzo con menu tipico armeno.
Nel pomeriggio, trasferimento nel villaggio di Tsapatagh, all’hotel Tufenkyan Avan Marak e sistemazione: palestra, piscina all’aperto, sauna, vasca da bagno, biliardo, ping-pong. Serata con cena tipica e dopo-cena davanti al camino, per gustare, in intimità, una coppa di spumante. Pernottamento.

5° GIORNO: dopo colazione, mattinata di coccole in albergo: solarium, bagno in piscina, sauna, esercizi fisici in palestra, massaggi; passeggiata alla scoperta della vita rurale preindustriale. Pranzo in hotel.
Nel pomeriggio escursione romantica sul lago, con motoscafo privato, con soste nella pressoché deserta penisola di Shorzha/Artanish. Rientro in albergo, cena e pernottamento.

6° GIORNO: dopo colazione, si parte – con direzione Nord – verso la frontiera con la Georgia.
Lungo il percorso, sosta nella penisola collinare di Sevan (isola, prima dei disastrosi lavori di abbassamento del livello delle acque, intrapresi in epoca sovietica) sulla cui cima è ubicato l’omonimo Monastero (conosciuto con il nome di “Mariamshen” – costruito da Mariam, figlia del Re Ashot I Bagratuni) dal quale lo sguardo può spaziare sulla vastità dell’orizzonte. Secondo la leggenda, nell’imminenza di una delle frequenti invasioni arabe, (qui si ebbero molti scontri tra cristiani armeni e arabi provenienti dalla Turchia; famosa è la battaglia dell’859 in cui Re Ashot riuscì a respingere l’invasione araba) gli abitanti della città di Sevan, attraversando il lago gelato, si rifugiarono sulla vicina isola (oggi penisola), dove era situato il Monastero di Sevan e qui si barricarono pregando Dio di salvare le loro vite. Quando gli arabi arrivarono, tentarono anch’essi di attraversare il lago ma il ghiaccio cedette facendoli affogare nelle acque gelate. Gli armeni considerarono il fatto come un intervento divino e, poiché il lago, ricoperto dai cadaveri degli arabi, appariva nero, lo chiamarono Sevan (Sev in armeno significa “nero”). L’isola vicino all’attuale città di Sevan, a partire dal VIII secolo è diventata sede di alcuni monasteri.
Pranzo nel ristorante dell’hotel Tufenkyan – Avan Dzoraget.
Si prosegue alla volta della cittadina di Alaverdi (breve sosta per ammirare il ponte medievale, uno dei manufatti che permettevano il transito alla famosa “via della seta”) e del vicino villaggio di Haghpat, dove si trova uno dei più interessanti Complessi monastici armeni. Coevo al vicino monastero di Sanahin (secondo la leggenda furono progettati e realizzati da due architetti, padre e figlio, in disaccordo fra di loro), quello di Haghpat rappresenta uno straordinario e magnifico esempio di architettura medievale; conserva numerose, antiche khachkar, tra cui quella dedicata al “Salvatore” (Amenaprkich), considerata la più bella in assoluto e la più singolare, una delle poche che rappresenta Gesù in Croce (ambedue i monasteri sono stati riconosciuti “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco). Pranzo in un ristorante etnico.
Nel pomeriggio, si prosegue per la vicina frontiera con la Georgia, diretti a Tbilisi.
Arrivo in albergo, sistemazione e incontro con la guida georgiana per l’illustrazione del programma; cena in ristorante con musica dal vivo, e breve giro per una ricognizione del centro città “by night”. Pernottamento.

7° GIORNO: dopo colazione, city-tour per la visita guidata di Tbilisi:
la Fortezza di Narikala (con la funivia panoramica, dalla quale si ha un magnifico colpo d’occhio sulla città vecchia); è il simbolo della città, costruita nel IV secolo e in seguito ampliata, distrutta, ricostruita e ancora danneggiata dal terremoto;
la “Kartlis Deda” (la Madre di tutti i georgiani), una statua alta 20 metri e realizzata in alluminio, raffigura una donna vestita con gli abiti nazionali georgiani che regge nella mano sinistra una coppa di vino e in quella destra una spada: la coppa di vino è per accogliere chi entra nella città da amico, la spada e per difendersi da chi vi entra da nemico;
la Cattedrale di Sioni – del V secolo, dove si venera la Croce di Santa Nino, la donna che più d’ogni altro s’impegnò per la diffusione del Cristianesimo in Georgia;
la Basilica di Anchiskhati, la più antica sopravvissuta a in città;
le terme di Abanotubani, il luogo attorno al quale è nata Tbilisi.
Pranzo in un ristorante tipico, lungo il percorso; cena e pernottamento.

8° GIORNO: dopo colazione si parte per la “Cachezia” (la regione viti/vinicola che si estende nella Georgia Orientale). Qui si visitano i complessi monumentali di Alaverdi e Gremi: la fondazione del Monastero di Alaverdi si deve al Monaco Siriaco Yoseb, Amba – uno dei tredici Padri siriaci della chiesa georgiana – e risale al IV secolo, mentre l’attuale edificio si colloca temporalmente all’XI secolo. Prima sullo stesso sito esisteva un centro di culto pagano dedicato alla luna; la fortezza e la chiesa degli Arcangeli sono tutto ciò che è rimasto della città di Gremi – un vivace centro commerciale sorto lungo la “via della seta” – finché l’esercito dello Shah Abbas I non la rase al suolo nel 1615. Il complesso religioso è situato su una collina ed è composto dalla Chiesa degli Arcangeli Michele e Gabriele (con l’interno mirabilmente affrescato), dal campanile, da un palazzo/castello di tre piani e dalla cantina; è delimitato da un muro con torri e feritoie. Si sono conservati i resti di un passaggio segreto sotterraneo che portava al fiume.
Si pranza in una fattoria vitivinicola (Winery Khareba) con assaggi di vini locali, lavorati sia con il metodo georgiano (in anfore di terracotta), sia con quello europeo (in botti di rovere).
Nel pomeriggio si visita Tsinandali, la Villa Museo, il giardino e soprattutto la cantina storica del nobile Georgiano Alexander Chavchavadze, figlioccio della Zarina Caterina II di Russia, tenente generale dell’esercito, uomo di notevole e profonda cultura, fondatore della poesia romantica georgiana, esperto traduttore di letterati europei e russi. È stato il primo georgiano a vinificare secondo il metodo europeo e ad imbottigliare; il suo vigneto è ancor oggi coltivato; la cantina vanta oltre 16.500 bottiglie di cui una millesimata al 1839 (il primo raccolto fatto nella vigna di Tsinandali). Rientro a Tbilisi; cena lungo l’itinerario e pernottamento.

9° GIORNO: dopo colazione, si parte in direzione Nord per la visita di Mtskheta, una delle più antiche città della Georgia (la capitale del regno, fra il III secolo a.C. e il V d.C.): qui, i georgiani si convertirono al Cristianesimo nel 317 e Mtskheta rimane la città in cui ha sede la Chiesa ortodossa, apostolica, autocefala, georgiana. A Mtskheta si trovano numerosi edifici antichi (siti Unesco); fra tutti, vale la pena ricordare la Cattedrale di Svetiskhoveli (dell’XI sec.), il Monastero di Jvari (del VI sec.): visita ai due prestigiosi templi, che sono tra i monumenti più significativi dell’architettura cristiana georgiana e considerati fondamentali per il successivo sviluppo dell’architettura medievale del Caucaso. Un panorama particolare si gode da Jvari che è posta in alto sulla collina.
Pranzo a “Chateau Mukhrani”, una delle più prestigiose “location” nei dintorni di Mtskheta.
Nel pomeriggio, proseguimento per il Castello di Ananuri, antica dimora dei duchi di Aragvi, una dinastia feudale che governava la zona nel XIII sec. Lungo il corso del tempo, la fortezza fu teatro di numerose battaglie. Le fortificazioni consistono di due castelli, uniti da una cortina merlata. Quello superiore, con una grande torre quadrata nota come Sheupovari, è ben conservato, mentre quello inferiore, con una torre circolare, è in gran parte in rovina. All’interno del complesso, tra gli altri edifici, ci sono due chiese. La chiesa più antica, dedicata alla Vergine, risale alla prima metà del XVII sec. ed è stata costruita in cotto: l’interno non è più decorato, ma è interessante un seicentesco baldacchino in pietra; la Chiesa più grande intitolata all’Assunta fu costruita alla fine del XVII sec. Si tratta di una struttura centrale con cupola in stile armeno/georgiano e facciate riccamente decorate; contiene anche i resti di una serie di affreschi, la maggior parte dei quali sono stati distrutti dal fuoco di un incendio, avvenuto nel corso dell’Ottocento. Di suggestiva bellezza risulta tutto l’ambiente, nella considerazione che il castello è ubicato ai bordi dell’incantevole lago artificiale di Jinvali. Si continua verso Nord alla volta di Stepantsminda, ai piedi del ghiacciaio del Monte Kazbegi (5.047 m). Cena e pernottamento.

10° GIORNO: dopo colazione, con un fuoristrada si visita la Chiesa della Trinità di Gergeti (bisogna camminare un’ora e mezza – oppure noleggiare un fuoristrada al prezzo di circa € 12,00 per pax), nota anche come Tsminda Sameba, fu costruita nel XIV secolo ed è l’unica chiesa con struttura a croce inscritta nell’area di Khevi. La sua posizione isolata, sulla cima di una ripida montagna, circondata dalla vastità del paesaggio naturale ha reso la chiesa un autentico simbolo della Georgia.
Si lascia la regione montagnosa del Grande Caucaso e si scende verso Gori, cittadina che diede i natali a Stalin (si può visitare la sua casa, il vicino museo e il vagone ferroviario con il quale si recò a Jalta, per partecipare all’omonimo vertice. Pranzo lungo il percorso. Proseguimento per Borjomi – nota località termale e di villeggiatura della nomenclatura sovietica, centro dell’omonimo parco nazionale – e pomeriggio alle terme. Cena e pernottamento.

11° GIORNO: dopo colazione, si parte alla volta di Batumi, famosa città balneare sul Mar Nero. Lungo l’itinerario si faranno brevissime soste a Akhaltsikhe (nella città vecchia, chiamata Rabati), a Khertvisi (una poderosa fortezza del X sec, una delle più antiche della Georgia) e si visiterà la città rupestre di Vardzia interamente scavata nel fianco del monte Erusheli, nelle vicinanze di Aspindza. È stata fatta costruire dalla Regina Tamara nel 1185. Consiste in più di seimila stanze nascoste, disposte su tredici piani, all’interno delle quali era possibile proteggersi dai Mongoli. La città includeva una chiesa, una sala reale e un complesso sistema di irrigazione che portava acqua alle terrazze coltivate. Unico accesso al complesso era offerto da alcuni tunnel ben nascosti le cui entrate erano situate nei pressi del fiume Mtkvari. Purtroppo, un terremoto – nel 1283 – distrusse circa i due terzi della città, espose le stanze alla vista esterna e fece collassare il sistema di irrigazione. Durante il regno di Beka Jakheli nel tredicesimo secolo la chiesa fu rinforzata e fu costruito un campanile ben visibile dall’esterno. I Persiani, purtroppo, razziarono il monastero nel 1551 privandolo di tutte le icone di valore e mettendo, nei fatti, fine alla vita nel monastero. Oggi Vardzia è una delle principali attrazioni turistiche della Georgia.
Pranzo in un locale tipico lungo il percorso; arrivo in albergo nel tardo pomeriggio: sistemazione cena e pernottamento.

12°, 13°, 14° GIORNO: Batumi – Mar Nero: soggiorno mare.

15° GIORNO: Partenza per Istanbul e rientro a casa.

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA