Persia classica

Tour Classico – 13 giorni / 12 notti

1° GIORNO: Partenza dall’Italia per Teheran
Arrivo a Teheran, ritiro dei bagagli, compimento delle formalità burocratiche e doganali; incontro con la guida e trasferimento in hotel.
Il programma di questo primo giorno sarà condizionato dall’operativo voli.

2° GIORNO: Teheran (City tour) – Shiraz
Colazione. Giornata dedicata alla visita della capitale, popolosa città dell’Iran contemporaneo (8,5 milioni di abitanti se si considera la sola città e 12 milioni nell’area metropolitana): posta a 1500 metri di altezza (media), sull’altopiano che digrada dai Monti Alborz, è centro pulsante delle vita politica ed economica del Paese. Visiteremo il Museo archeologico nazionale, che ci propone un percorso storico/artistico/culturale attraverso innumerevoli reperti, che affondano le radici fino a seimila anni fa.
In successione, vedremo Palazzo Golestan, dove furono incoronati (dal XVIII sec.) tutti gli Scià delle dinastie Qajar e Pahlavi. Ci perderemo nel grande Bazar (Bazar-e Bozorg), l’immenso mercato di Teheran dov’è possibile trovare prodotti di artigianato, antiquariato, spezie e ogni tipo di oggettistica. L’area del Bazar – con moschee, banche, alloggi, sale da tè – è divisa in un dedalo di stradine, un labirinto di vicoli tutto da scoprire, ognuno con un commercio diverso e mille bancarelle, un crogiuolo di razze, etnie, culture che guardano, contrattano, scambiano battute, percepiscono gli innumerevoli profumi, i colori e pregustano i sapori di erbe, spezie, frutta: è, insomma, una delle attrazioni principali e più tipiche di Teheran. Pranzo.
Nel pomeriggio visiteremo il Museo nazionale dei gioielli, allestito nei forzieri sotterranei della Banca Centrale Iraniana. Raccoglie i gioielli della corona: un tripudio di pietre preziose, il più grande diamante rosa esistente, il mappamondo tempestato di gemme di Nadir Scià, diademi, corone, e molto altro.
Dopo la visita, trasferimento all’aeroporto nazionale di Teheran: volo interno per Shiraz, con la compagna aerea Mahan alle 19:15.
Trasferimento in hotel, cena e pernottamento.

3° GIORNO: Shiraz – Persepoli – Naqsh-e Rostam – Pasargad – Shiraz
Colazione. I grandi siti archeologici – che mostrano la grandezza degli Achemenidi (IV sec. a.C.) e dei Sasanidi (III sec. d.C.) – rappresentano il piatto forte di questa giornata.
Persepoli è la città sacra fondata da Dario nel 515 a.C.: qui il grande Re riceveva le delegazioni dei popoli sottomessi che, in lunghe processioni, venivano ad offrire doni e tributi. La grande Apadana, la porta di Serse I, la sala delle 100 colonne, i delicati bassorilievi, tutto testimonia la grandiosità e lo splendore di questo sito; Persepoli fu una vera capitale, anche se di remoto accesso, fra le montagne e anche se altre città (Babilonia, Susa, Ecbatana) le contesero il primato Fu data alle fiamme dai soldati di Alessandro Magno nel 330 a.C.: veniva così colpito il cuore pulsante di quella grande civiltà.
Continueremo per Naqsh-e Rostam (“immagine di Rostam”, un eroe mitico persiano), che conserva le quattro tombe rupestri (scavate nella roccia a notevole altezza dal suolo) dei grandi re Achemenidi, ed i sette rilievi sulla roccia (di notevoli dimensioni) dei re Sasanidi. Pranzo.
Nel pomeriggio, proseguiremo il viaggio con la visita al sito archeologico di Pasargad: qui Ciro il Grande volle ubicare la sua capitale (la prima del regno achemenide, 546 a.C.). Il sito include quello che è comunemente creduto il Mausoleo di Ciro, la Fortezza di Toll-e Takht e due palazzi con i primi esempi di giardino persiano, oltre ad altre costruzioni messe in luce recentemente, il Palazzo delle udienze, l’Entrata monumentale, il Palazzo privato del monarca, i resti di un Tempio del fuoco.
Rientro a Shiraz nel tardo pomeriggio, cena e pernottamento.

4° GIORNO: Shiraz (City tour)
Colazione. La giornata è dedicata alla visita di Shiraz, capoluogo della Regione Fars. È città molto antica, e durante i secoli ha conosciuto sia momenti di prosperità sia di decadenza. Nel 1760, Karim Khan Zand, la elesse capitale del suo breve regno Proprio a lui, alla sua famiglia e ai suoi successori – i Qajar (1796-1925) – che in qualche modo favorirono le arti e gli artisti – si deve l’incanto di questo piacevole luogo. Shiraz vanta antichi bazar, splendidi giardini e incantevoli moschee, oltre alle tombe di diversi poeti persiani, Hafez e Sa’di su tutti. Non a caso la città è conosciuta come culla della cultura persiana. Certo i giardini di rose e gli usignoli cantati dai suoi poeti non ci sono quasi più, rappresentano ormai un’immagine letteraria, ma nondimeno il profumo delle rose e della vita di corte è ancora lì a lasciarsi impercettibilmente cogliere.
Visiteremo in successione molti e differenti monumenti che ci daranno l’idea di quanto la città sia stata importante:
Casa Qavam e il suo splendido giardino (Narenjestan), fra i più belli di Shiraz: conserva la raffinatezza e l’eleganza delle famiglie altolocate del 19° secolo;
La vicina Madrasa del Khan, le cui decorazioni a fiori rosa e blu, con uccellini, ci rimandano agli affreschi dei palazzi Safavidi;
Il Bazar-e Vakil, bellissimo ed unico in Iran per l’architettura in mattoni dipinti, al quale fu aggiunto il caravanserraglio Saray-e-Moshir;
La Moschea di Nasir-al-Molk, con l’incantevole decorazione naturalistica di alberi ieratici e ghirlande di fiori appassiti, la cui sala di preghiera invernale è sostenuta da 48 colonne monolitiche;
Il Mausoleo di Shah-e Cherag (“Imperatore della Luce”) uno dei più venerati santuari sciiti, sperando di poter accedere all’interno, dove un tripudio di luci e di specchi, ci riempirà di meraviglia. Pranzo.
Dopo pranzo, tempo libero per un giro nel Bazar; nel tardo pomeriggio visiteremo il mausoleo di Hafez, uno dei più famosi poeti persiani del 14° sec. – una figura mitica, celebre per il suo canzoniere. Cena e pernottamento a Shiraz.

5° GIORNO: Shiraz – Neiriz – Kerman
Colazione. Partenza di buon mattino con direzione est e come meta la città di Kerman.
Lungo il percorso sosteremo presso uno dei laghi salati, una infinità di placche salmastre, dalle forme più disparate, color rosa e color cammello.
Vicino alla cittadina di Sarvestan (terra dei cedri), visiteremo il Sasan Kakhe, un palazzo sasanide di pietra e gesso, che risale all’epoca del Re Bahramgur (421-438), eretto in mezzo alla pianura, inserito nella lista provvisoria del patrimonio dell’umanità Unesco (non si è ancora compresa la sua funzione: alcuni ipotizzano che si tratti di un casino di caccia; altri di un santuario; altri ancora di un Tempio del Fuoco). In origine aveva tre iwan, ingressi, abbelliti con raffinate decorazioni, che in parte sopravvivono. Pranzo.
Attraverseremo Neiriz – sostando presso la Moschea Jamè, una delle più antiche di tutto l’Iran, costruita in tre fasi tra il 973 e il 1472 – e Sirjan, cittadina in cui si coltivano da sempre pistacchi e si producono tappeti: visiteremo i giardini di fichi e nel tardo pomeriggio arriveremo a Kerman per la cena e il pernottamento.

6° GIORNO: Kerman – Mahan – Kalut – Kerman
Colazione. Escursione dedicata alla visita del deserto del Lut, considerato uno dei luoghi più aridi al mondo (480 km di larghezza e 320 km di lunghezza), costituito solo di incredibili concrezioni rocciose, sabbia, sale e formazioni argillose color ocra: qui potremo ammirare i nebrka, ossia delle piccole dune asimmetriche, formate dal vento del deserto, quando trova una pianta o un ciuffo di vegetazione.
Attraverseremo la cittadina di Shahadad (mausoleo di Ibn-e Zaid e riserva d’acqua con le torri del vento), visiteremo un qanat (kariz), tipico, arcaico e ingegnoso acquedotto sotterraneo, sviluppato inizialmente nell’antica Persia e diffuso successivamente in una vasta regione che va dal Nord Africa all’Asia centrale.
Proseguiremo per Mahan, un cittadina nota per il mausoleo di Shāh Ni’matullāh-i Walī, poeta sufi e fondatore dell’ordine dei “Nimatollahi”, nonché per il giardino Shazdeh – giardino del principe – che costituisce un’oasi di alberi verdi, in mezzo al deserto a qualche chilometro dalla città. Pranzo.
Nel pomeriggio rientreremo a Kerman, città che ha sempre goduto di un’invidiabile posizione geografica dal punto di vista climatico e commerciale, lungo la via delle spezie: qui visiteremo il complesso Ganjali Khan, d’epoca safavide (1501 – 1722), che si estende su una superficie di undicimila metri quadrati e comprende, oltre al bazar, una scuola, una piazza (di 99 m di lunghezza e 53 m di larghezza), un caravanserraglio (fino al 1612 è stato un santuario ed oggi ospita la Facoltà di lettere dell’Università di Kerman), un bagno pubblico, bellissimo e singolare, un serbatoio d’acqua (ab anbar), un “menta” (zecca per la produzione di monete, oggi trasformata in museo delle monete), una moschea. Cena e pernottamento.

7° GIORNO: Kerman – Yazd
Colazione. Partiamo per raggiungere l’antica città di Yazd, fulcro della religione zoroastriana (monoteista, molto più antica del cristianesimo), tra i più importanti centri carovanieri medioevali, che accolse per i secoli i mercanti e i viaggiatori, sulla rotta descritta anche da Marco Polo.
Attraverseremo la città di Rafsanjan (pranzo), capitale della coltivazione del pistacchio (e dell’artigianato dei tappeti) e, successivamente, visiteremo l’isolato e fortificato caravanserraglio (Zeinoddin) medievale, magistralmente recuperato e divenuto un’attrazione, lungo la strada che porta a Yazd: sarà suggestivo ammirare le vicine montagne, dal deserto, con la luce del tramonto.
Arrivo a Yazd nel tardo pomeriggio e prima del check-in alberghiero, visiteremo le Torri del silenzio, una sorta di cimitero nel quale i fedeli zoroastriani adagiavano i defunti, affinché il tempo e gli uccelli rapaci ne distruggessero i corpi (erano strutture di legno alte dai dieci ai trenta metri, di forma circolare, inclinate verso l’interno, leggermente a imbuto: nella parte periferica venivano posti gli uomini, in quella mediana le donne e più in basso ed all’interno i bambini; al centro, attraverso un foro, venivano deposte le ossa). Cena e pernottamento.

8° GIORNO: Yazd (City tour)
Colazione. Yazd è capoluogo dell’omonima regione iraniana e presenta un’architettura unica, a causa del secolare adattamento imposto dal vicino deserto. È nota – e non solo in Iran – per l’artigianato di prima qualità, che produce soprattutto tessuti di seta e prodotti dolciari.
La visita della città comprende: l’Atash-Kadeh, un tempio zoroastriano nel quale si conserva il fuoco sacro – Atash Baharam, il più alto grado di fuoco – raccolto da sedici diverse fonti e consacrato da 32 sacerdoti con una cerimonia che può richiedere fino ad un anno di tempo, prima d’essere completata; la Moschea del venerdì, dal cui portale si slanciano verso il cielo i due minareti più alti dell’Iran; il bazar nel quale si possono acquistare, tessuti di seta e dolci – il più famoso è il sohan, a base di noci dolci; il complesso Amir Chakhmaq, una enorme struttura, celebre per le sue alcove simmetriche, che si affaccia su una grande piazza [comprende un caravanserraglio, un Tekyeh – il luogo in cui gli Sciiti si riuniscono per il lutto di Muharran – uno stabilimento termale, un antico pozzo ed una pasticceria (Yazd è la città dei dolci!)]. Pranzo.
Nel pomeriggio assisteremo all’esibizione di zour khaneh, l’arte marziale della tradizione iraniana, le cui origini si perdono nel tempo (già Ardeshir I, fondatore della dinastia dei Sasanidi, costrinse tutti i suoi sudditi a praticare lo zour khaneh: questo sport si pratica in un pozzo ottagonale e il rituale è accompagnato da musici che intonano poesie sacre e tamburi che ne sottolineano i ritmi incalzanti). Cena e pernottamento.

9° GIORNO: Yazd – Meybod – Nā’īn – Isfahan
Colazione. Partenza per Isfahan, una popolosa, antica e operosa città, che già nell’antichità era capitale; fu elevata a tale rango dallo Shah Abbas I (1587 – 1629), che ne pianificò lo sviluppo, l’abbellì fino a farne la perla del rinascimento persiano; l’arte islamica, d’ispirazione sacra e/o profana, raggiunse qui esiti insuperati.
Lungo il percorso, visiteremo Meybod, città caratteristica, dove odiernamente si producono bellissime ceramiche decorate a mano. Le sue origini risalgono al periodo
pre-islamico e, durante la breve dinastia dei Muzaffaridi, è stata anche capitale della Persia. Oltre al castello/fortezza di Narin, vedremo un complesso di preziosi monumenti, tutti vicini: il caravanserraglio medievale, un vecchio ufficio postale e la cisterna dell’acqua con le torri di ventilazione.
Continueremo per Nā’īn: qui si trova una delle più antiche moschee del Paese, la moschea di Jāmeh, che sembra abbia più di mille anni, decorata con pregevoli e ben conservati stucchi e con un interessante Mihrab (che indica la qibla; cioè, la direzione della Kaaba alla Mecca, e quindi la parte alla quale i musulmani devono rivolgersi quando pregano. La parete in cui appare un Mihrab è dunque il “muro della qibla”). Pranzo. Vedremo un forte sasanide, purtroppo in rovina e una delle cisterne dell’acqua, tipiche delle zone desertiche.
Nel tardo pomeriggio arrivo a Isfahan, cena e pernottamento.

10° GIORNO: Isfahan (City tour)
Colazione. Proseguiamo la visita della città, ben nota per le sue bellezze architettoniche (tanto che in Iran si dice che “Esfahān nesf-e jahān” – Esfahan è metà del mondo). Inizieremo dal vivace e animato quartiere armeno – Julfa – e dalla Cattedrale di Vank – Surb Amenaprkich (Cristo Salvatore di tutti): la prima chiesa nacque nel 1664 per opera di rifugiati armeni costretti a trasferirsi in Iran (dei 56.000 che partirono, ne arrivarono circa 30.000, gli altri morirono durante il viaggio); cinquant’anni dopo venne completata ed oggi è una delle attrazioni di Isfahan. L’architettura dell’edificio è unica al mondo perché è una commistione tra l’arte safavide del XVII secolo e lo stile di alte arcate delle chiese cristiane. L’edificio ha una cupola simile a quella degli edifici islamici e secondo gli studiosi ha influenzato e ispirato la costruzione di molti altri luoghi di culto cristiani in Iran. L’interno è completamente rivestito di affreschi pregiati, di intagli dorati e di preziose pitture raffiguranti scene bibliche (non mancano illustrazioni delle torture inflitte agli Armeni da parte dell’impero ottomano). Un grande campanile domina il vasto cortile, che comprende anche il museo/biblioteca (conserva 700 antichi manoscritti e la Bibbia più piccola del mondo – pesa solo sette grammi – realizzata nell’antichità da valenti miniaturisti armeni).
A seguire vedremo i “minareti oscillanti”, la cui costruzione iniziò attorno al 1315, come santuario per onorare la tomba di un eremita Amu Abdollah Soqla. Ai minareti si fa risalire la fama del santuario, altrimenti architettonicamente insignificante: a causa del rapporto tra l’altezza e la larghezza dei minareti e la larghezza dell’iwan (la costruzione che li unisce, caratterizzata da un grande arco), se uno dei minareti oscilla, l’altro trema all’unisono. Questo esempio di oscillazione accoppiato può essere osservato da terra.
Continueremo con la visita all’Atashgah, un complesso archeologico, situato su un colle alla periferia della città: include alcuni edifici risalenti al I° millennio a.C. e il tempio zoroastriano che nel 3° secolo ospitava i fuochi sacri. Pranzo
Nel pomeriggio visiteremo la Moschea del venerdì, una delle tante e belle che la città vanta; è probabilmente l’espressione architettonica più importante della dominazione selgiuchide in Persia (1038-1118), anche con le ulteriori aggiunte dei secoli successivi. Dal 2012 è divenuta patrimonio dell’umanità Unesco. Pranzo.
Nel pomeriggio c’incammineremo verso il vicino vecchio bazar, che unisce l’area della moschea alla Piazza Reale, oggi intitolata all’Imam Khomeini (chiamata anche Meydān Naqsh-e Jahān, ovvero “Piazza metà del mondo”, essendo veramente una
delle piazze più grandi al mondo – 160 metri di larghezza per 560 metri di lunghezza, con una superficie di 89.600 metri quadrati – patrimonio dell’umanità Unesco).
Tempo libero per qualche acquisto nel bazar e dopo si visitano i bellissimi ponti: Ponte Sio Se Pol (delle 33 arcate) e Ponte Khaju (1650 circa) descritto come il più bello di tutto l’Iran: è “il monumento culminante dell’architettura persiana dei ponti ed è uno dei più interessanti esistenti … dove tutto è ritmo e dignità e combina nella più felice consistenza, l’utilità, la bellezza, e la ricreazione”. Cena e pernottamento.

11° GIORNO: Isfahan (City tour)
Colazione. Visita della città a piedi per immergerci di nuovo nella bellezza della “Piazza metà del mondo”. Oltre al bazar, sulla piazza si affacciano numerosi edifici risalenti all’epoca safavide: la Moschea delle Scià, il Palazzo di Ali Qapu, la Moschea Sheikh Lotfollah (la piazza è raffigurata sul retro della banconota iraniana da 20.000 rial). Il Palazzo di Ali Qapu (significa “Porta di Ali”, genero di Maometto) è il palazzo dei Sovrani Safavidi e segna l’ingresso al loro quartiere residenziale, che si sviluppa oltre la piazza. Venne eretto nel 17° secolo da Abbas I il Grande ed abbellito dal pittore di corte Reza Abbasi e dalla sua scuola. Qui si tenevano i ricevimenti reali, gli sfarzosi banchetti, allietati da gruppi musicali; dalla galleria superiore i sovrani assistevano alle corse dei cavalli che si svolgevano nella sottostante piazza.
Visiteremo la Moschea della Regina, dalla cupola color crema, di raffinata e femminile eleganza e, appresso, la Moschea dello Sceicco Lotfollah, un altro dei capolavori dell’architettura safavide, costruita dal 1603 al 1619, durante il regno di Shah Abbas I°, con lo scopo di essere una moschea privata, utilizzata dalle donne del suo Harem. Pranzo.
Nel pomeriggio, vedremo ancora la Moschea dello Scià (Meidān Naqsh-e jahān), la principale moschea cittadina, patrimonio dell’umanità Unesco, costruita anch’essa durante il periodo safavide, eccellente esempio di architettura e d’arte islamica. È stata ribattezzata Moschea dell’Imam, a seguito della rivoluzione islamica e l’istituzione della Repubblica islamica dell’Iran. Il portale dell’edificio è alto 30 metri ed è decorato da mosaici raffiguranti motivi geometrici, floreali e calligrafici, affiancato da due minareti di 42 metri. Tutte le mura dell’edificio sono decorate con tessere di mosaico di sette colori con un notevole effetto ottico.
Dietro la porta d’accesso, decorata d’oro e d’argento si apre uno spazio ricoperto dalla più grande cupola della città, alta 52 metri (il santuario principale). L’edificio contiene due madrase. Nel cortile interno, circondato da 4 iwan (ingressi con portale ad arco), i portici possiedono raffinati mosaici blu e gialli.
Visiteremo, infine il Chehel Sotoun – il palazzo delle 40 colonne, dove i Sovrani Safavidi ricevevano i dignitari, gli ambasciatori e tutte le persone importanti che avevano rapporti con la corte. Il palazzo Chehel Sotoun è tra i 9 Giardini iraniani, registrati come uno dei 17 siti Unesco, patrimonio dell’Iran e dell’umanità, sotto il nome di “giardino persiano”.
Eventuale tempo libero per acquisti al bazar, cena e pernottamento.

12° GIORNO: Isfahan – Natanz – Abbyaneh – Kashan
Colazione. Partenza per Kashan, città considerata la culla della civiltà: tanto antica risulta la sua fondazione, che si perde nella notte dei tempi.
Nel corso del viaggio faremo sosta a Natanz, un grazioso abitato, famoso per la salubrità dell’aria e per la bontà della frutta che vi si produce (le pere di Natanz sono
conosciute e apprezzate in tutto l’Iran), adagiato alle falde della catena montuosa del Karkas, la cui vetta principale raggiunge quasi 4.000 metri di altezza.
Alcuni piccoli monasteri medievali costituiscono i gioielli e le risorse turistiche del luogo; noi ammireremo la Moschea del Venerdì (Jāmeh Mosque) e il mausoleo eretto nel 15° secolo dal visir Zain al-Din Mastari, per onorare la memoria del filosofo e religioso sufi Sceicco Abd al-Samad.
Proseguiremo, effettuando una relativamente breve digressione e salendo un passo di montagna (quota 2.200 m) fino ad arrivare al minuscolo villaggio di Abyaneh (meno di 350 persone) adagiato in una solitaria valle che lo ha reso pressoché isolato dal mondo, con le sue tradizioni, le cerimonie, i costumi tramandati lentamente nei tempi.
Abyaneh si caratterizza per il colore ocra delle case, legato al terreno ricco di ossidi di ferro, che lo rendono pressoché unico! Le abitazioni sono in realtà costruite con mattoni crudi, ottenuti da un impasto di acqua, paglia, e terreno argilloso. Finestre e balconi mantengono ancora l’antico stile di un tempo. Una fortezza sasanide poco fuori del paese domina dall’alto l’abitato (resti di mura e torri ne ricordano l’antico prestigio).
Il paese è noto anche per i colorati costumi tradizionali indossati dalle donne, le cui origini sono molto antiche. Una donna anziana di Abyaneh indossa di solito una lunga sciarpa bianca (ma ci sono anche modelli colorati), che le copre le spalle e la parte superiore del tronco e una gonna sotto il ginocchio. Le persone hanno costantemente mantenuto questo costume tradizionale. Pranzo.
Raggiungeremo Kashan nel tardo pomeriggio, la città che è stata completamente distrutta due volte ed è rinata per la caparbietà dei suoi abitanti: raggiunse il suo massimo splendore dalla metà dell’XI alla metà del XIII secolo ed è ancora famosa per i tessuti e le ceramiche.
Visiteremo il Bagh-e Fin, un giardino storico (completato nel 1590 ed è il più antico giardino oggi esistente in Iran), riconosciuto patrimonio Unesco per la sua bellezza ed unicità: copre una superficie di circa due ettari e mezzo, con un cortile centrale circondato da mura, con quattro torri circolari; ha un gran numero di giochi d’acqua, alimentati da una sorgente ubicata sulla vicina collina, la cui pressione è tale da poter fare funzionare un gran numero di piscine e fontane senza bisogno di pompe meccaniche. Sembra che tale giardino sia stato disegnato per lo Scià Abbas I a immagine del paradiso! Cena e pernottamento

13° GIORNO: Kashan – Teheran (Aeroporto Intl. “Imam Khomeini”)
Colazione. Mattina dedicata all’approfondimento del patrimonio turistico di Kashan, città carovaniera ai margini del deserto del Dasht-e Kavir. È stata una delle primarie zone di civilizzazione nella preistoria: i reperti la fanno risalire a 8000 anni fa; il terremoto subito alla fine del 18° secolo distrusse tutti gli edifici d’epoca safavide, ma Kashan ha saputo rinnovarsi.
La città vecchia presenta ancora tutte le caratteristiche delle architetture del deserto; sono state restaurate le più belle e sontuose residenze private. Lo stile è prevalentemente Qajar (1796-1925), con specchi e vetri colorati, straordinari stucchi, cortili interni, cupole impreziosite da pitture e impeccabili geometrie. Il tutto costruito con quell’ancestrale sapienza architettonica, con l’uso di materiali appropriati, per consentire la vita in dimore fresche e ventilate, anche nel torrido clima estivo del deserto.
Visiteremo la splendida dimora privata Tabatabaei, e il Hammam cioè il bagno in cui il Sultano effettuava il ghusl (o lavacro maggiore) indispensabile per poter adempiere all’obbligo coranico della salat giornaliera (ogni musulmano adulto e sano deve praticare tale rituale 5 volte nell’arco di un’intera giornata).
Vedremo la Moschea Agha Borzog e l’annessa Madrasa (scuola teologica).
Pranzo e proseguimento per Teheran – Aeroporto internazionale “Imam Khomeini”: opzioni di volo potranno essere concordate successivamente.

SCHEDA TECNICO INFORMATIVA