Original Armenia DMC

è il più affidabile tour operator locale specializzato in Armenia, Georgia e Iran.

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Viaggio Antropologico

Viaggio Antropologico

Il programma antropologico appresso descritto si propone l’obiettivo di aggiungere, attraverso diverse e previste annotazioni scientifiche – illustrate dall’antropologa Elena Lucarda Scovazzi – un nuovo punto di vista (quello socio-antropologico) sul territorio armeno e soprattutto sulla civiltà che su di esso si è dipanata, nel corso della sua millenaria storia.
Il programma, dunque, si somma ai tanti altri che Original Armenia organizza e costituisce un’ulteriore sfaccettatura diretta a meglio spiegare, illustrare e compendiare, in una visione olistica, tutta l’Armenia, il suo suolo, aspro e dolce al contempo e la sua gente di antica cultura e fine sensibilità.


Il presente “pacchetto” prevede servizi per 8 giorni / 7 notti. Pernottamenti in strutture ricettive standard, con sistemazione in camere doppie e trattamento come da programma.

 

QUOTE DI PARTECIPAZIONE:
da conteggiarsi in riferimento al numero dei partecipanti – QUOTAZIONE A RICHIESTA

 

La quota comprende i soli servizi a terra e più precisamente:
Accoglienza in aeroporto e trasferimento Zvartnots aeroporto – Yerevan e viceversa;
Presenza e servizi di una guida parlante in italiano, durante l’intero soggiorno;
Adeguato mezzo di trasporto per gli spostamenti programmati;
Soggiorno in strutture ricettive standard, con sistemazione in camere doppie e trattamento come da programma;
I biglietti, laddove siano previsti.

 

La quota non comprende:
Il viaggio aereo e le relative tasse aeroportuali;
Le bevande ai pasti, salvo l’acqua;
Le spese strettamente personali, le eventuali mance e quant’altro esplicitamente non previsto nel precedente paragrafo “La quota comprende”.

 

Documenti necessari per l’ingresso in Armenia:
Per i viaggiatori provenienti da un Paese facente parte dell’Unione Europea è sufficiente mostrare il proprio passaporto in corso di validità. Non è richiesto alcun visto d’entrata e/o di soggiorno.

8 giorni / 7 notti
1

Arrivo in Armenia

Arrivo a Zvartnots (aeroporto internazionale di Yerevan), disbrigo delle formalità doganali e burocratiche; accoglienza, trasferimento in albergo; sistemazione.
    (--/--/--)
2

Yerevan - Khor Virap - Areni - Noravank - Karahunj - Goris

Dopo colazione, partenza per il santuario fortificato di Khor Virap: si trova a breve distanza dal confine turco, proprio alle falde del biblico Monte Ararat, che si mostra in tutta la sua imponente maestà.
    Ararat è il monte sacro per l'Armenia, come il Fujiyama per il Giappone. Cima culminante della regione (5156 m.). L'applicazione del nome alla montagna più alta della regione, è dovuta alla tradizione ebraica adottata anche dagli armeni e da parecchi scrittori ecclesiastici, che fa di quel monte il luogo dove si posò l'Arca di Noè dopo il diluvio. Il Monastero di Khor Virap, da tempo immemorabile è meta di numerosi pellegrinaggi.
(Antropologia: approfondimento degli aspetti socio/culturali della sacralità).
    Si continua alla volta della grotta preistorica chiamata dagli archeologi "Areni 1": qui è stata accertata la produzione del vino a 6.100 anni fa (datazione al carbonio 14) ed è stata trovata la scarpa più antica del mondo, che ora fa bella mostra di sé al Museo di Storia Nazionale di Yerevan. Nella grotta oltre alle giare destinate al vino ne sono stati trovati alcuni vasi di terracotta, in due dei quali era contenuto il teschio di (due) giovani donne; che fanno presupporre riti di sacrifici umani.
(Antropologia: approfondimento del significato rituale dei sacrifici umani).
    Nel pomeriggio, visita al vicino complesso monumentale/religioso di Noravank, situato in posizione strategica e spettacolare, alla testata della gola, formata dal Fiume Amaghu, che – complice il sole e il suo peregrinare in cielo – si colora delle stupende tonalità del marrone. Il Monastero è il capolavoro del famoso architetto e scultore medievale Momik.
Proseguimento per la visita del sito neolitico di Karahunj (Zorats Carer) – un’area preistorica ubicata a 1770 m di altitudine, che si estende per sette ettari. Qui sono stati rinvenuti 204 menhir del peso di alcune tonnellate ciascuno. I primi insediamenti a Karahunj si fanno risalire al 5.500 a.C.
    Dall'alto, tracciando una linea ideale, che lega i menhir, appare la forma di un uccello in volo con le ali dispiegate, recante nel mezzo un uovo (alcuni chiamano questo luogo la "Stonehenge armena" - per altri si tratta di una necropoli dell'età del ferro, per altri ancora un vero e proprio osservatorio astronomico preistorico – visto che la maggior parte di queste pietrefitte hanno dei fori circolari svasati verso l’interno – e per altri, infine, un luogo di venerazione della preistorica Dea madre).
(Antropologia: approfondimento dei culti preistorici – Marija Gimbutas, Carl Gustav Jung).
    Lungo l’itinerario per Goris, visita allo strano sito - chiamato "portakar": si tratta di un isolato "cono" roccioso che sporge appena dal terreno, legato al culto del Dio del suolo, della fertilità e della maternità e perciò considerato simbolo del potere riproduttivo; qualcuno afferma che abbia una magia misteriosa e inspiegabile; tradizionalmente le donne sterili eseguirono qui vari rituali, appoggiandosi con il bacino, sul "portakar", e ruotarono diverse volte, per propiziare la fecondazione. (Approfondimento su credenze, rituali e magia). Arrivo a Goris; cena e pernottamento.
(C/P/C)
3

Goris - Khndzoresk - Tatev - Shaki - Yeghegnadzor

Dopo colazione, partenza per il villaggio troglodita Khndzoresk. Alla fine del XIX secolo, era il più grande villaggio dell'Armenia orientale e la comunità contava 8.300 abitanti. Khndzoresk è ampiamente famosa per il suo canyon con pittoresche formazioni rocciose e l'antico insediamento rupestre (i "camini delle fate"). Le grotte artificiali, alcune delle quali attualmente adibite a stalle e magazzini, sono state abitate dalla preistoria fino agli anni '50 del Novecento.
    Scendendo lungo la via principale si potranno vedere e conoscere tali dimore, visitare la piccola chiesa di Santa Hripsime, risalente al XVII secolo.
(Antropologia: notazioni sull’evoluzione e le valenze socio/culturali dei villaggi trogloditi).
    A piedi si attraversa il canyon con un singolare "ponte tibetano" e si risale per continuare il viaggio verso il Monastero di Tatev, arroccato su di una fortificazione naturale, ai margini della gola del Fiume Vorotan. La sua posizione strategica – su un promontorio formato da una profonda gola del fiume – rendeva impossibile l’accesso ai nemici e per questa ragione divenne sede vescovile e centro culturale, politico e amministrativo della regione, nonché una delle più antiche università. Un disastroso terremoto, nel 1931, provocò notevoli danni, ma le costruzioni sopravvissute testimoniano la grandezza e l’aspetto artistico del complesso monastico: il monumento principale è la Chiesa dei Santi Paolo e Pietro, eretta negli anni 895-906; a Sud fu costruita la chiesa a volta di San Gregorio.
Il complesso monumentale di Tatev è raggiungibile con la funivia più lunga del mondo, che copre, con una singola sezione, una lunghezza di 5,7 km, attraversando la spettacolare Gola del Fiume Vorotan e arrivando fino al monastero medievale, la "meraviglia di Syunik".
    Si riparte per raggiungere l’ultima tappa della giornata, alla cascata di Shaki e successivamente alla cittadina di Yeghegnadzor. Cena e pernottamento.
(C/P/C)
4

Yeghegnadzor - Smbataberd - Yeghegnadzor

Dopo colazione, partenza per un trekking verso la bellissima Fortezza di Smbataberd, sulle propaggini montuose del villaggio di Yeghegis. Visita della strana chiesetta dedicata a San Zorats: strana, in quanto consta della sola parte riservata al clero e manca di quella destinata ai fedeli; la chiesa era specificamente adibita alla benedizione dei soldati che partivano per la guerra e pertanto davanti all’area utilizzata dal clero per la liturgia (eretta con materiali edili) si estendeva un ampio sagrato all’aperto, praticabile dalle truppe, anche equestri.
    (Antropologia: riflessione su religione e guerra).
Ci troviamo nella regione viti/vinicola dell’Armenia, dove si producono interessanti vini, che iniziano a farsi apprezzare anche in Europa. Cena, con ovvia degustazione di vini locali.
    (Dalla vite al vino: approfondimento sulla cultura enologica armena da un punto di vista antropologico).
(C/P/C)
5

Yeghegnadzor - Selim - Noraduz – Yerevan

Dopo colazione, partenza verso nord lungo la famosa "Via della seta", e il Lago Sevan, per il Passo Selim (2410 m). Si effettua una breve sosta per visitare il caravanserraglio medievale, eretto nel 1332 dal principe Chesar Orbelyan.
    (Antropologia: la "Via della seta" come cammino antropologico).
Si prosegue per alcuni chilometri, oltre il passo che dà accesso a un vasto altopiano, dov'è frequente osservare le aquile che perlustrano il terreno, con voli concentrici, in cerca di prede. Il panorama è molto aperto e singolare, dominato dalla mole del Monte Armaghan, un antico vulcano spento sul cui cratere (2782 m) si è formato un caratteristico laghetto. A distanza e dall'alto si ammirano le acque del Lago Sevan, è uno dei più grandi laghi d'alta quota del mondo (il secondo; m 1.900 s.l.m.) e la sua superficie rappresenta un quinto dell'intera Armenia.
    Si prosegue l’itinerario con la visita al Cimitero di Noraduz, che conserva quasi mille khachkar, alcune molto belle, risalenti al medioevo (le khachkar, ossia croci di pietra, sono tipiche dell’Armenia e ne connotano il territorio e tutti gli edifici sacri). Ripresa del viaggio per rientrare a Yerevan.
(C/P/--)
6

Yerevan - Echmiadzin - Aragats – Yerevan

Dopo colazione, si parte con destinazione Echmiadzin – Chiesa di Santa Gayane – per assistere ad una liturgia domenicale, tra paramenti sacri, canti rituali, volti dei fedeli nella penombra del tempio, rischiarato dalle numerose piccole candele votive. Pranzo tipico in una abitazione contadina.
    Nel pomeriggio si risalgono le pendici del Monte Aragats alla ricerca dei pastori Yezidi, nomadi, che si trovano qui in transumanza.
(Antropologia: considerazioni sulle minoranze etniche, approfondimento su nomadismo e trasumanza). Rientro a Yerevan.
    Se la programmazione cittadina lo consente, partecipazione ad uno spettacolo musicale.
(C/P/--)
7

Yerevan - Geghard - Garni - Yerevan

Dopo colazione, partenza per Monastero di Geghard, patrimonio dell’Umanità Unesco (XIII sec), uno dei più significativi della religione armena, apice dell’architettura medievale: il luogo di ubicazione del monastero – in un ambito di eccezionale bellezza naturale – sembra sia stato scelto dallo stesso San Gregorio l’Illuminatore, laddove – da tempo immemorabile – fluisce una fonte la cui acqua è ritenuta miracolosa (si potranno immergere le mani nella sorgente); è in buona parte letteralmente scavato nella roccia tufacea e l’interno presenta un’acustica eccezionale.
    Proseguimento per il villaggio di Garni e visita al famoso Tempio pagano di epoca romana. Situato sull’orlo del canyon formato dal Fiume Azat, il tempio fa parte della più estesa struttura della Fortezza di Garni. Una delle teorie più accreditate afferma che fu costruito per volere del Re Tiridate I nel 77 d.C. per festeggiare la sua incoronazione, a Roma, propiziata dall’imperatore Nerone. Si pensa che il tempio sia stato dedicato a Mihr – Dio del sole (vedico Mitra, avestico Mithra) della religione Zoroastriana.
Divinità indoiranica associata con Varuna; insieme rappresentano i due aspetti, diurno e notturno, del cielo e due aspetti dell’ordine umano e cosmico: Varuna punisce i trasgressori, Mitra garantisce i patti e protegge i giusti.
    Pervenuto, con l’espansione persiana, in Babilonia, Mitra entrò in formazione sincretistica con il dio solare babilonese Shamash, quindi, durante lo sgretolamento dell’Impero persiano, diventò, nell’Asia Minore, oggetto di un culto particolare (mitraismo), che dalle comunità persiane sopravvissute nell’Asia Minore si diffuse successivamente nell’Impero romano, sotto forma di misteri.
Successivamente, partecipazione alla preparazione e alla cottura del pane lavash, nel forno interrato detto "tonir" ed eventualmente di altre ricette della cucina tipica armena. Pranzo.
    (Antropologia del cibo, riflessioni).
Rientro a Yerevan, passeggiata a piedi per ammirare la "Cascade", una monumentale scalinata intervallata da statue, sculture, istallazioni artistiche e fontane, che sale sul fianco di un’intera collina, dalla cui sommità si gode di una vista estesissima su tutta la città.
    (C/P/--)
8

Yerevan – In giro per la città.

Dopo colazione, visita al Museo di Storia Nazionale che consentirà di ottenere – seppur in modo sintetico - un inquadramento storico/sociale del territorio armeno e della civiltà che su di esso si è evoluta nel corso dei secoli. Di seguito, visita al "Tsitsernakaberd" (fortezza delle rondini) – monumento commemorativo del genocidio armeno – e visita al relativo museo, che raccoglie le testimonianze scritte e le immagini del primo e pianificato stermino di massa del '900.
    (Antropologia: approfondimento degli aspetti storico/socio/culturali dei genocidi).
Nel pomeriggio tempo a disposizione di ciascuno per eventuali acquisti. Trasferimento in aeroporto, in conformità all’operativo voli, partenza per il rientro a casa.
    (C/P/--)